“I primi sei mesi dell’anno e in particolare il secondo trimestre, sono stati uno dei periodi più difficili nella storia della società, con la domanda di acciaio fortemente perturbata dalla pandemia di Covid-12”. Lo afferma il presidente e ceo di ArcelorMittal, Lakshmi N. Mittal, commentando i dati del secondo trimestre.
“La fine dell’anno continuerà sicuramente ad essere impegnativa ma credo che siamo ben preparati per aumentare la produzione e cogliere il miglioramento della domanda quando arriva”, aggiunge Mittal in una nota. Il ceo sottolinea che “ci sono segnali di una ripresa dell’attività, soprattutto nelle regioni dove il lockdown è finito, ma è meglio rimanere prudenti” e dice di star esaminando quali “cambiamenti strutturali possono essere necessari”.
Tra le misure già implementate per far fronte al Coronavirus, Lakshmi N. Mittal ricorda la riduzione della produzione, degli investimenti e dei costi fissi, così come la raccolta di capitali per rafforzare il bilancio che “ha portato il debito netto – sottolinea – vicino al livello al quale daremo priorità alla remunerazione degli azionisti”.
Lakshmi N. Mittal ricorda che il gruppo ha pubblicato il suo piano per ridurre le emissioni del 30% in Europa entro il 2030 e si dice “incoraggiato” dalla proposta del Consiglio europeo della scorsa settimana di introdurre un meccanismo di adeguamento alla frontiera per l’anidride carbonica. “Sappiamo che dal punto di vista della tecnologia – dice il ceo – sarebbe possibile produrre acciaio a emissioni zero ma il successo dell’operazione dipende anche dalla politica, e il carbon border adjustment ne è un elemento importante così come lo è l’accesso ai fondi europei”.








