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Microsoft, i ricavi salgono ma rallenta la crescita del cloud

Microsoft ha registrato una solida crescita delle vendite nel quarto trimestre dell’anno, grazie alla performance positiva del segmento del cloud computing che ha continuato a beneficiare del passaggio dei consumatori verso le modalità di lavoro da remoto durante la pandemia di coronavirus. Nello specifico le vendite del colosso dei software sono salite del 13% nel periodo compreso tra aprile e giugno, attestandosi a 38 miliardi di dollari e generando un utile netto di 11,2 mld usd. In entrambi i casi i dati hanno superato le attese degli analisti. In luce poi la performance di Azure, la piattaforma di servizi cloud della società, che rimane trainante con una cresciuta del 47% rispetto allo scorso anno, sebbene a un ritmo più lento rispetto al +64% del quarto trimestre del 2019 e al +59% dei tre mesi precedenti. Per quanto riguarda invece l’intero business di intelligent cloud, che comprende anche Azure, questo ha contabilizzato un fatturato di 13,37 miliardi dollari, con un incremento del 17% rispetto al 2019. La divisione Productivity and Business Processes, che include LinkedIn, il software di gestione delle vendite Dynamics e gli abbonamenti commerciali di prodotti Office 365, è cresciuta poi del 6%, con entrate per 11,75 miliardi di dollari.
Il business di personal computer di Microsoft, infine, che comprende le entrate derivanti dalle licenze per le vendite di PC, dalla piattaforma di gioco Xbox e dai laptop Surface, ha visto un aumento delle vendite del 14% a 12,91 miliardi di dollari. A ciò ha contribuito significativamente la divisione dei contenuti di gioco con un aumento delle vendite del 65% rispetto all’anno precedente. “Gli ultimi cinque mesi hanno reso chiaro che l’intensita’ tecnologica è la chiave per la resilienza aziendale. Le organizzazioni che sviluppano le proprie capacita’ digitali si riprenderanno più rapidamente ed emergeranno da questa crisi più forti di prima”, ha dichiarato l’Amministratore delegato, Satya Nadella.
Tra i piani per il futuro, Microsoft aveva già annunciato a giugno che avrebbe lanciato una nuova strategia per il ramo retail che prevede la chiusura di tutti i Microsoft Store fisici, nel tentativo di rafforzare il suo business digitale. L’azienda ha stimato che la misura porterà a un onere al lordo delle imposte di circa 450 milioni di dollari, un costo principalmente legato alle svalutazioni di asset. Secondo la strategia, il personale dei negozi fisici servirà i clienti dalle strutture aziendali di Microsoft e da remoto, occupandosi di vendite, formazione e supporto.
Nel frattempo si prospetta per Microsoft una nuova sfida in materia di antitrust per abuso di posizione dominante. Ieri Slack Technologies ha presentato infatti una denuncia contro il colosso dei software alla Commissione europea, accusando il colosso informatico statunitense di aver violato le norme europee in materia di concorrenza integrando la piattaforma software Teams all’interno della suite di prodotti Microsoft Office. In dettaglio, Slack sostiene che Microsoft spinga gli utenti di Office a installare il software Teams, che ne impedisca la rimozione e renda impossibili determinate modalità di interoperabilità. La società ha chiesto all’autorità antitrust europea di imporre a Microsoft la vendita di Teams come prodotto singolo, piuttosto che integrato all’interno di Office.

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