Quanto ci serve la grande finanza? Se lo chiede l’economista Stefano Micossi, analizzando i movimenti e le perdite delle grandi banche e delle grandi società. «Leggiamo sulla stampa internazionale che i grandi banchieri di Wall Street hanno estratto commissioni per oltre 7 miliardi per operazioni straordinarie di vendita e acquisto di società negli ultimi 20 anni da General Electric, che nel frattempo affondava inesorabilmente (il suo titolo, nel frattempo, ha perso il 75% in borsa) e ora deve sciogliere la conglomerata e divide gli affari in tre società separate».
«JPMorgan, Morgan Stanley, Goldman Sachs e Citibank hanno guadagnato circa 700 milioni netti ciascuno. Che la qualità delle operazioni interessasse loro assai poco è evidente dai risultati. Del resto, nella mia esperienza nei consigli di qualche grande società mi sono sempre stupito delle proposte di operazioni straordinarie che ogni tanto venivano dalle banche d’affari, dove di solito guadagnavano soprattutto loro (e qualche volta anche il management) e forti danni per la società target», scrive su InPiù.net.
«Intanto, su un diverso fronte le grandi banche d’affari hanno perso miliardi nelle attività di prime broking con hedge fund e oscuri Family Offices, da ultimo la società Archegos del fantasioso Billy Wang. Si tratta di finanziamenti per operazioni con altissima leva nel quale un miglioramento del sottostante porta guadagni multipli – dieci, venti volte più alti – ma purtroppo gli stessi multipli valgono anche in perdita quando i valori scendono. Così, le grandi banche di affari hanno perso con Archegos qualcosa come 10 miliardi di dollari, di cui la metà Credit Suisse da sola e Nomura quasi 3 miliardi».
«Per un business che rende pochissimo, ma viene ricercato per le relazioni che consente di stabilire con l’ottovolante degli hedge fund e altri spericolati giocatori. L’effetto di questo ultimo shock sarà, dicono gli operatori, una ulteriore concentrazione di questa industria delle scommesse ad alta leva – perché solo la grande dimensione può consentire di giocare questo gioco, nel quale è importante non doversi preoccupare troppo delle perdite in singole capriole finanziarie – purché il totale resti positivo. Sugli effetti benefici del gioco per l’efficienza allocativa delle nostre economie, non si hanno informazioni».
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