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Michele Calcaterra, professore di Corporate Finance alla Bocconi: “La presenza di Credit Agricole al 29,9% in Banco Bpm? Risponde a una logica di presidio”

La presenza” di Credit Agricole in Banco Bpm, “pur non configurando un controllo formale, potrebbe funzionare come una leva strategica”.

Lo dice Michele Calcaterra, professore di Corporate Finance presso Sda Bocconi, commentando le indiscrezioni secondo cui – tra partecipazione diretta e derivati – la banca francese sarebbe già a 29,9%.

Penso” che questa presenza “possa rendere Credit Agricole il primo interlocutore per qualsiasi scenario futuro e scoraggiare eventuali mosse di altri potenziali acquirenti”, dice Calcaterra.

Oltre alla dimensione finanziaria”, prosegue il professore, “la partecipazione offre un vantaggio informativo e industriale: maggiore visibilità sulle dinamiche della banca, possibilità di sviluppare partnership mirate nei pagamenti, nella bancassurance o nel wealth management, e un accesso privilegiato ai tavoli che contano nel consolidamento bancario italiano”.

In sintesi, conclude Calcaterra, “la mossa stimo possa rispondere ad una logica di presidio.

Crédit Agricole si garantisce un ruolo centrale nel mercato italiano, influenza gli equilibri del settore e mantiene aperte tutte le opzioni future, anche qualora l’ipotesi di un tandem su Mps si raffreddasse”, conclude.

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