Lucia Aleotti, azionista e membro del board della multinazionale farmaceutica Menarini guarda avanti. È una di quelle imprenditrici per le quali la crisi può essere una grande opportunità e quindi bisogna investire. “Senza paura – ha detto – anche Firenze può essere veloce”.
Menarini ha acquisito l’americana Stemline Therapeutics che sviluppa e produce trattamenti oncologici innovativi. Un affare da 677 milioni di dollari. Pochi giorni fa l’annuncio della decisione di investire 150 milioni di euro per realizzare uno stabilimento hi-tech alle ex Longinotti di Sesto Fiorentino: una realtà che potrà creare 500 posti di lavoro e produrre 3 miliardi di compresse all’anno.
“Quella di Stemline Therapeutics – ha spiegato la Aleotti – è un’operazione di importanza strategica perché gli Stati Uniti, che sono estremamente aperti all’innovazione, è un Paese in cui Menarini doveva essere. Trovare un’azienda di quelle dimensioni, molto avanzata nell’area onco-ematologica, potrà contribuire ad aumentare il reciproco know-how in termini di ricerca e sviluppo”.
“Sull’operazione di Sesto Fiorentino – ha detto – hanno influito il periodo di lockdown e la difficile situazione economica italiana. E’ stata una decisione presa in pochi secondi, il tempo di alzare la cornetta del telefono con mio fratello e dirsi: ‘Ma perché no?”








