«Dopo i primi mesi dell’anno pensavamo di poter solo limitare le perdite. Ci siamo mossi alla velocità della luce e ora potremmo chiudere l’anno addirittura con un utile importante, forse sorprendente». Così in un’intervista a Il Corriere della Sera il CEO di Mediaset Pier Silvio Berlusconi.
«Abbiamo migliorato di oltre 260 milioni di euro le previsioni del budget costi del Gruppo», afferma. «La posizione finanziaria netta consolidata migliorerà di circa 200 milioni di euro nonostante i nuovi importanti investimenti come quello che abbiamo fatto nella tv tedesca Prosiebensat».
Rispetto alle tv on-demand, Berlusconi afferma: «La tv generalista ha sempre avuto e anzi ha aumentato, la sua centralità. Tutta la tv italiana ha aumentato gli ascolti, ma noi di Mediaset abbiamo anche guadagnato quote». Netflix e le altre, aggiunge, «non raccolgono pubblicità, hanno un modello di business diverso. Li vediamo come complementari. Il problema enorme invece sono i “mostri del web”: Facebook, Google e altri social che sfuggono a qualsiasi controllo fiscale e di trasparenza. Raccolgono pubblicità a tappeto, ma non rendono pubblici i loro dati, danneggiano tutti i media. Vorremmo solo che fossero uguali a noi, o noi uguali a loro. Offriamo un servizio di pubblica utilità».
Sulla questione dell’emendamento pro-Mediaset fatto dal Parlamento commenta: «Il Parlamento si preoccupa di tutelare il sistema dei media e delle tlc nazionali come si fa in tutto il mondo ed è inaccettabile che quelle preoccupazioni vengano strumentalizzate». Alla domanda se i ricorsi di Vivendi abbiano bloccato la strategia di Mediaset, infine, risponde: «Noi andremo avanti comunque, vogliamo costruire il polo paneuropeo della tv gratuita. Premesso che Vivendi ha causato a Mediaset e a tutti i suoi azionisti danni enormi, se troveremo un accordo con loro bene, altrimenti seguiremo un’altra strada».








