Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

La media impresa può essere un successo. Il caso C.G.I. | L’intervento di Erico Verderi

Spesso si dibatte, si riflette sul sistema economico Italia nel suo complesso e non sempre si è posta la giusta attenzione alla media impresa, sovente con proprietà riconducibile alla famiglia, che negli ultimi 10/15 anni ha saputo districarsi nel tortuoso sentiero della competitività e concorrenza, prima capitalizzando l’azienda e come conseguenza investito in ricerca, digitalizzazione, tecnologia e capitale umano. La fotografia di queste imprese oggi rilascia un’immagine nitida, caratterizzata da solidità; elemento indispensabile per competere in uno scenario che mai prima d’ora propone numerose variabili, ponendo in discussione anche ciò che fino ad ora si considerava come punto fermo.

Un esempio di quanto in premessa è il gruppo imprenditoriale C.G.I., con oltre 50 anni di storia, oggi il primo player nazionale, con oltre 400.000 clienti, nel mondo energy con capitale totalmente privato, merito in primis del fondatore Gianfranco Curti da Alseno (PC), affiancato oggi dalle figlie e da un “management” di qualità.  Attività iniziata con la metanizzazione del Friuli all’indomani del terribile terremoto del 1976.

Attività caratterizzata prevalentemente dalla vendita di gas e energia, principalmente indirizzata al “retail” e sviluppata attraverso tre brand: Bluenergy rivolta al mercato del nord del paese, Gas Sales concentrata in Emilia Romagna e bassa Lombardia, e la società benefit Energentium, un unicum, una pura invenzione, una joint venture con il mondo della Chiesa, operativa dal 2024; diverse Diocesi in ambito nazionale hanno aderito al progetto in qualità di socie, favorendo un allargamento della base ridistributiva della ricchezza verso i ceti più deboli, o meglio, riversare sul territorio il valore creato.  

Un gruppo con sedi a Piacenza, Udine e Milano, oltre cento sportelli territoriali, cinquecento persone impegnate, mille se consideriamo l’indotto; fatturato oltre i settecento milioni di euro con un Ebitda di circa il 10%. Numeri eccellenti, confermati dal Rating pubblico finanziario; da non sottacere la valenza del Rating pubblico ESG, grazie all’offerta di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili.

La solidità, accompagnata dalla lungimiranza della proprietà, ha fatto sì che la stessa diversificasse l’interesse verso altri settori, creando varie società ben lontane dal proprio “core business”. Nel mondo sanità, attraverso Logibiotech, si occupa dell’automazione dei laboratori sanitari  e ha brevettato soluzioni innovative per accelerare i tempi nei processi diagnostici; ne sono un esempio, in ambito di anatomia patologica, le nuove modalità di tracciamento e conservazione dei comunemente chiamati “vetrini delle biopsie”, oltre a sistemi integrati e tecnologia nel mondo farmacie, ospedaliero e RSA.

Sostiene anche una Start-up che rivolge attenzione al settore delle tecnologie biomolecolari; recente la notizia della scoperta di una proteina che potrebbe avere nuove possibilità terapeutiche per trattare malattie infiammatorie come il morbo di Crohn. Da non dimenticare il settore ambiente con la sperimentazione della produzione di idrogeno da zucchero e nuova tecnologia per il riciclo della plastica.

Ulteriore attenzione al territorio e alla comunità, l’impegno in ambito sportivo con la società Gas Sales-Bluenergy Piacenza, partecipante al massimo campionato di pallavolo “Super Lega Volley”, garantendo inoltre a tanti ragazzi, attraverso il settore giovanile, di praticare attività sportiva. Da segnalare anche lo stadio di calcio dove disputa le partite l’Udinese, targato Bluenergy Stadium, dotato di un impianto fotovoltaico all’avanguardia, ovviamente studiato e realizzato dal gruppo. 

Questo è uno dei tanti esempi virtuosi che inducono a pensare positivo, seppur di fronte ad un contesto economico e geopolitico incerto, mutevole e di non facile interpretazione. Di certo non si può essere attendisti, sono momenti dove occorre guardare avanti, investire e trattenere i nostri qualificati e richiesti giovani, un ricco capitale umano che abbiamo formato.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.