L’iniziativa servirebbe alle imprese «per consolidare e proiettare nel futuro il “momento magico” che il nostro Paese sta vivendo: Pil in crescita al 6%, occupazione in ripresa, campagna vaccinale al galoppo anche per il Green pass, Pnrr da 230 miliardi con i primi 25 (più 4,7 di React Eu per il mercato del lavoro) già arrivati dall’Ue».
«Le imprese devono impegnarsi a “guardare lungo”, investire in qualità, sostenibilità, digitalizzazione e formazione, assumere più laureati e pagarli meglio, come le ha esortate a fare il ministro Colao. Le imprese lo faranno, perché è nel loro interesse», scrive su InPiù.net.
«Ma c’è un altro soggetto che deve essere chiamato al Patto di responsabilità: la politica, perché senza buona governance, riforme incisive e drastiche semplificazioni amministrative il Pnrr e dunque il “momento magico” rischiano di arenarsi» continua. «L’equilibrio attuale, basato sul governo semitecnico di Draghi che decide e i partiti che discutono, litigano ma non hanno la forza di metterlo in crisi, è un equilibrio instabile».
«Tra 6 mesi, se Draghi ascenderà al Quirinale, e comunque a marzo 2023, andremo a votare, proprio nella fase cruciale in cui dovremo avviare la maggior parte delle riforme e degli investimenti del Pnrr (che scade nel 2026) e in Europa si riattiverà il Patto di stabilità che, pur addolcito, ci obbligherà a una maggiore disciplina di bilancio. Per proiettare nel futuro il “momento magico” occorre dunque che il Patto di responsabilità sia esteso anche ai partiti. E potrebbero essere proprio le parti sociali ad esortarli a aderirvi».
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