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Mauro Magatti (Avvenire): «Sosteniamo le famiglie colpite da Omicron con provvedimenti temporanei»

Mauro Magatti su Avvenire pone l’attenzione su un tema spesso dimenticato durante la Pandemia: le famiglie. “Omicron – scrive l’editorialista – ha sparigliato ancora una volta i giochi. Nelle lodevoli iniziative governative di questi giorni occorre però rilevare che a ‘scomparire’ è stato, ancora una volta, quel soggetto fondamentale che è la famiglia.

Eppure sono davvero grandi le difficoltà che in questi giorni le famiglie italiane stanno affrontando in quanto nuclei, più o meno grandi, di convivenza. Assediate come sono dall’infezione che colpisce un figlio, un genitore, un cugino, un amico del figlio o della figlia col quale questi sono stati a contatto. Gli obblighi di quarantena per i vaccinati sono stati giustamente ridotti. Ma quando c’è un’infezione in casa si aprono i problemi ‘organizzativi’ che diventano un rebus di difficile soluzione. Soprattutto quando la malattia colpisce i bambini.

Gli spazi abitativi, come sappiamo, sono spesso inadatti. I tempi del tutto inadeguati. Non dimentichiamoci che, anche quando si è asintomatici, si deve rimanere in isolamento per giorni. D’altra parte non si dovrebbe nemmeno fare per ragioni sanitarie. E adesso, con la riapertura delle scuole, è ragionevole pensare che il virus si diffonderà ancora di più tra i ragazzi. Non è dunque difficile rendersi conto del problema.

Ed è, dunque, urgente che il governo intervenga per far sì che nelle prossime settimane le famiglie siano messe nelle condizioni di poter gestire questo nuovo tipo di emergenza. Tutti, a cominciare da Mario Draghi, lo hanno detto e ripetuto in mille occasioni: la famiglia va rimessa al centro della vita sociale, anche perché l’Italia soffre di un drammatico calo demografico che rischia di compromettere qualunque futuro. Cosa si può fare? In primo luogo, si dia la possibilità ai genitori che hanno i figli malati di assentarsi dal lavoro considerando questi giorni come malattia propria.

Un provvedimento a termine, da far durare fino alla fine di questa ondata che durerà ragionevolmente, qualche settimana. In secondo luogo, si renda immediatamente operativa la possibilità già molto diffusa in altri Paesi di variare l’orario di lavoro, con l’opportunità di concordare in modo molto veloce e per un periodo limitato la quota di part-time (90, 70 o 50%) più utile a seconda delle necessità famigliari. E si incentivino le imprese che adottano rapidamente tale soluzione. Infine, si promuova il lavoro agile o smart working (ivi compreso quello nella pubblica amministrazione)”.

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