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Maurizio Danese (Presidente Aefi): «Il settore fieristico ha avuto un calo del fatturato del 70%, 180 eventi nel 2020 sono stati annullati o rinviati»

“Il settore fieristico è stato tra i primi ad essere fermato dall’emergenza sanitaria da Covid-19 e tra gli ultimi a riaprire. Il blocco delle fiere dall’ultima settimana di febbraio ha causato lo spostamento o l’annullamento di oltre 180 manifestazioni tra internazionali e nazionali in calendario nel 2020 e un calo generale del fatturato del 70%, con ricadute anche nell’export delle nostre imprese. Le nostre stime prevedono che l’attività fieristica sia limitata fino all’autunno 2021 e che le fiere possano   ritornare allo status pre-Covid nel 2022”. Così, con Adnkronos/Labitalia, Maurizio Danese, presidente di Aefi, Associazione esposizioni e fiere italiane, fa il punto sugli effetti della pandemia da coronavirus sul sistema fieristico italiano.       

Numeri pesanti che non hanno fermato però i quartieri fieristici italiani. “Nonostante le perdite subite e senza ad oggi aver ancora ricevuto il sostegno a fondo perduto, le Fiere hanno continuato a investire in sicurezza e a lavorare per la ripartenza, pianificando e ri-programmando le manifestazioni dell’ultimo trimestre”, spiega Danese.       

“Tutte le manifestazioni sono importanti e rappresentano una spinta per la ripresa del sistema fieristico e del sistema commerciale ed economico italiano. Ora resta l’incognita dei Business Forum correlati alle manifestazioni fieristiche nazionali e internazionali. Se non vengono autorizzati, rischiano di saltare molte manifestazioni e con loro il business generato”, conclude.

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