Brembo punta all’innovazione per accelerare definitivamente e mettersi alle spalle il Covid. A dichiararlo ai microfoni dell’Ansa è il vicepresidente esecutivo del gruppo, Matteo Tiraboschi.
«Non era così scontato né così banale riuscire a performare meglio del 2019, l’impegno profuso in azienda da parte di tutti sta dando i suoi frutti sono stati momenti difficili e ora, immaginando di esserci lasciati il Covid alle spalle ripartiamo su binari diversi rispetto a quelli lasciati nel 2019: il post pandemia ci spinge a investire molto su innovazione e disruption tecnologica, ora c’è un grado di complessità in più nel business. Per questo i nostri investimenti futuri saranno meno in asset e capacità industriale aggiuntiva più su innovazione, su ricerca e sviluppo (R&D) per introdurre sul mercato i prodotti innovativi che ora i clienti cercano».
Sostenibilità ed elettrificazione, parole d’ordine per la mobilità, in modo da avvicinare il più possibile i giovani. «Parte del prodotto storico resterà ma sarà circondato da altri elementi, più specifici: elettrificati, gestiti da software e dall’elettronica». Ecco che anche nel mondo dei freni, come in tutto l’automotive, entrano prorompenti i Big Data. «La raccolta dati è un elemento fondamentale, i prodotti sono arricchiti di microchip e capacitatori per leggere le informazioni, andremo a creare un prodotto sempre più sartoriale».
Questo richiede nuove competenze. «Da tempo stiamo assumendo elettronici e softwaristi cosa che fino a poco tempo fa non avremmo mai immaginato. Abbiamo inserito nel nostro team anche dei “data scientist” e il Brembo Inspiration Lab, il centro di eccellenza aperto in California va in questa direzione». Per ora sono tutte risorse interne anche se «riuscire a fare qualche piccola acquisizione in questo campo sarebbe un acceleratore. Ma non è una condizione necessaria intanto andiamo avanti con le nostre gambe e le nostre persone», precisa Tiraboschi.








