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Matteo Tiraboschi (vicepresidente esecutivo Brembo): «’San Draghi’ duri il più a lungo possibile»

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Draghi lo chiamerei “San Draghi” perché, al di là che ci aspettiamo tutti miracoli da lui, ci ha salvato e ci sta salvando’. Lo ha affermato Matteo Tiraboschi, vicepresidente esecutivo e presidente esecutivo designato di Brembo, in occasione dell’evento “Imprese best performer” della provincia di Bergamo.

‘Mi auguro che possa continuare il più a lungo possibile a lavorare e a fare bene come sta facendo’, ha aggiunto Tiraboschi, sottolineando che ‘Draghi ha una capacità e una conoscenza dell’economia reale che lo porterà anche a tutelare l’industria italiana che negli ultimi anni è stata lasciata un po’ sola a combattere. Il problema è dopo Draghi chi’. 

Dopo aver aperto un inspiration lab in California nella Silicon Valley ‘per capire dove sta andando il nostro settore e le zone limitrofe al nostro settore e anche per conoscere le start-up su cui investire’ Brembo guarderà alla Cina. ‘Siamo partiti con questo inspiration lab nella Silicon Valley che è un rodaggio per replicare l’esperienza in Cina, nella zona di Shanghai: lì bisogna esserci, per il futuro bisogna guardare a quella parte del pianeta’, ha aggiunto Tiraboschi, che è tra i manager intervistati nel libro “I generalissimi. Strategie e segreti dei top manager italiani” di Paola Pilati, pubblicato da Luiss University Press.

Con Pirelli e Magneti Marelli Brembo poteva creare ‘un player di tutto rispetto sul mercato’. Lo ha affermato Tiraboschi, rispondendo alla domanda se ‘Pirelli è sempre il suo sogno’. Tiraboschi ha replicato che ‘il mio sogno era molto più ampio. Il mio sogno era riuscire ad avere nel Paese una politica che sapesse fare sistema e far coagulare le imprese, per avere poi dei player veramente grossi che potessero stare sul mercato senza problemi, come fatto in Germania’.

In particolare, ha spiegato Tiraboschi, ‘in Italia c’erano tre eccellenze che non dovevamo disperdere: Magneti Marelli – società che abbiamo guardato molto seriamente e abbiamo fatto un’offerta, poi è arrivato qualcuno che ha fatto un’offerta straordinaria e quindi l’ha portata via. Bene per chi l’ha venduta, male per il Paese. Era realtà da salvaguardare: faccio una battuta la Porsche Taycan di oggi ha un motore della Magneti Marelli, la nuova non lo avrà più, perché nessuno ha più fatto gli investimenti che andavano fatti. Se il Paese avesse invece contribuito a creare un player più solido sarebbe stato straordinario, mettendoci dentro anche la Pirelli, perché no, erano tre eccellenze, tre aziende con fortissimo know-how che potevano, che possono, diventare un player di tutto rispetto sul mercato. Ognuno ha i suoi sogni’.

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