Poste Italiane archivia l’impatto della crisi Covid e chiude i conti del primo semestre con ricavi “che crescono in tutte le divisioni al di sopra dei livelli pre-pandemia”, in accelerazione nel secondo trimestre. I risultati sono oltre le attese degli analisti: il mercato li accoglie con primi scambi sui massimi di giornata, +2,8% a 11,44 euro per azione, per poi chiudere la giornata in Piazza Affari con un +0,76% a 11,21 euro dopo una corsa di oltre il +40% in dodici mesi. Nei sei mesi l’utile netto è in crescita del 42% a 773 milioni; I ricavi aumentano del 14% a 5,7 miliardi con “una crescita costante”, evidenzia la società, che nel secondo trimestre dell’anno segna un +19% a 2,8 miliardi.
“I nostri risultati del secondo trimestre testimoniano la proficua implementazione del piano strategico ’24SI’, evidenziando la solidità delle nostre reti fisiche e digitali e i continui progressi sulle priorità strategiche che ci siamo attribuiti”, evidenzia l’a.d. Matteo Del Fante: “Il nostro modello di business diversificato – dice – continua a produrre ottimi risultati finanziari”, “a soli quattro mesi dal lancio del piano strategico ’24SI’, abbiamo già una chiara visibilità sul conseguimento della guidance fornita per il 2021 (che potrebbe essere rivista al rialzo al giro di boa dei conti dei nove mesi – l’a.d. non lo esclude in conference call con gli analisti – e confidiamo nei nostri numeri”. C’è “più fiducia di prima” anche nella prospettiva di chiudere dopo l’estate un buon rinnovo degli accordi con Cdp sul risparmio postale.
Il risultato operativo segna un progresso del +31,1% a 1,049 miliardi di Ebit nel semestre e, nel secondo trimestre, del +32% a 429 milioni “più che triplicato su base annua – indica l’a.d. – se si considerano i risparmi una tantum realizzati sui costi nel secondo trimestre del 2020”. I ricavi sono “pienamente in linea con i trend previsti dal piano strategico ’24SI'”, come rileva Del Fante, attestandosi oltre i livelli pre-covid in tutte le aree di business: nel semestre i ricavi da terzi aumentano del 24,1% a 1,826 miliardi nei servizi di corrispondenza, pacchi e distribuzione; sono in leggera flessione nei servizi finanziari con un -1,2% a 2,409 miliardi (in recupero, +2,1%, nel secondo trimestre); balzano del +42% a 1,049 miliardi nei servizi assicurativi e del +18,3% a 399 milioni per servizi di pagamento e mobile.
“Tre tappe chiave ci forniscono una maggiore visibilità, riducendo in modo sostanziale il rischio di execution relativo al nostro piano”, rileva Del Fante: “In primo luogo – spiega -, abbiamo firmato a luglio un nuovo contratto collettivo di lavoro di gruppo che sarà in vigore fino al 2023. In secondo luogo, all’inizio del 2021, è stata rinnovata una partnership triennale con Amazon, che consente una crescita dei volumi e dei ricavi, bilanciando i volumi delle aree urbane e rurali e introducendo servizi a più alto valore aggiunto come le consegne programmate. Infine, il nostro contratto sul servizio universale copre l’intero arco di piano, integrando le iniziative ‘Next Generation’ dell’Ue con le nostre nuove soluzioni digitali e una accresciuta cooperazione con i piccoli comuni”.








