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Massimo Garavaglia (Ministro del Turismo): «Il Turismo deve recuperare almeno un terzo dei 27 miliardi persi lo scorso anno»

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Anticipare le regole del green pass, aprire le porte ai turisti vaccinati come in Francia, dare la possibilità di ricevere – in via eccezionale – la seconda dose in vacanza: il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, spinge per accelerare la ripartenza di un settore che prima della crisi Covid valeva fino al 14 per cento del Pil. Obiettivo, recuperare “almeno un terzo” dei 27 miliardi persi lo scorso anno per l’assenza degli stranieri, senza farsi ‘bruciare’ dalla concorrenza degli altri Paesi.

“Le previsioni sulla crescita del Pil di 0,6-0,7 punti – sottolinea – sono positive, e l’aver tolto una serie di regole, come la quarantena da alcuni Paesi, consente di far ripartire anche il flusso estero”. L’occasione, per l’esponente leghista del governo Draghi, per tornare in pressing è il Festival dell’Economia di Trento.

La campagna di vaccinazione – che ieri ha centrato le 600 mila inoculazioni in un giorno – garantirà una stagione più lunga, ma bisogna fare presto, insiste Garavaglia: sul green pass europeo, destinato a diventare operativo il 1° luglio, “è un continuo approfondimento, si discute di affinamenti, ma penso che ormai ci siamo, è questione di settimane, finalmente avremo regole comuni e semplicità. Il problema per gli operatori e i turisti stessi – incalza – è sapere come muoversi. La Francia dice ‘da noi se sono vaccinati vengono tutti’, ieri ho chiamato Speranza e gli ho detto che dobbiamo farlo anche noi. La Grecia fa arrivare col tampone che dura 72 ore e noi 48, dobbiamo fare anche noi 72 ore, altrimenti siamo in difficoltà”.

Insomma, “prima si fa e meglio è: mi auguro che Speranza acceleri su questa strada, in modo da ripartire con serenità e velocità”. Il ministro è favorevole “con buon senso alla seconda dose vaccinale per turisti stranieri che vengono in Italia o per italiani che si muovono per un periodo particolarmente lungo”, purché si tratti di eccezioni: “Le Regioni, chi più chi meno, hanno raggiunto una copertura importante. Si sapranno organizzare, si metterà un tetto. E’ una questione di buon senso, ma non mettere questo servizio se altri lo forniscono vuol dire che hai un servizio inferiore. Certo – ammette – se diventa una regola diventa un caos”.

Garavaglia rivendica l’impegno del governo per il settore nel Pnrr, con una componente legata alla finanza che “arriva a 5 miliardi di euro” e cita in particolare “la questione dell’efficientamento 110% delle strutture alberghiere”: il Recovery Plan ha stanziato 1,8 miliardi, che poi diventeranno 3 con l’effetto leva e la decontribuzione della cassa integrazione, destinati a “riqualificare le strutture ricettive, non solo gli alberghi, anche b&b e agriturismo”. Una misura particolarmente attesa dagli operatori: “Il governo si sta facendo carico delle difficoltà degli albergatori italiani e, tra le risorse europee rese disponibili dal Recovery Plan e l’auspicata estensione dell’utilizzo del credito d’imposta, può davvero favorire una ristrutturazione degli impianti per rispondere alla domanda futura”, plaude il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, auspicando che “interventi del genere possano trovare la loro realizzazione in un prossimo provvedimento o nella legge di Bilancio”.

Sul piatto anche l’annosa questione della regolamentazione del mercato di b&b e appartamenti privati: “Abbiamo appena chiuso l’accordo con le Regioni per una banca dati comune sulle strutture ricettive”, ricorda il ministro. Tutti i dati raccolti finiranno in un “hub digitale: faremo un accordo con le principali organizzazioni internazionali del turismo digitale dicendo che chi viene si deve iscrivere lì. Chi non lo fa, vuol dire che non vuole essere proprio in regola”. In arrivo anche “la riforma delle guide turistiche” e misure per “migliorare la mobilità tra i borghi”, sviluppando i settori dei piccoli aerei, degli idrovolanti, e della nautica da diporto “distrutta dalla scelta assurda di tassare. Quindi gli yatch sono scappati nei Paesi vicini. Tornare ad una regolamentazione anche dal punto di vista fiscale che ci metta in piena competizione con Spagna, Francia e Croazia – conclude – è fondamentale”.

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