Un piano quinquennale di investimenti per complessivi 50 milioni di euro che determinerà nuove assunzioni per 150 persone che lavoreranno in Campania, negli stabilimenti del gruppo Getra.
Al completamento del programma si stima un fatturato di 250 milioni di euro, al netto dei progetti di internazionalizzazione.
In occasione del 75esimo anniversario dalla fondazione dell’azienda che da anni è radicata in Campania, sono stati presentati i progetti che il gruppo italiano, produttore e nel settore energetico intende realizzare nel futuro prossimo, prevedendo la realizzazione di un terzo stabilimento, sempre in Campania, che affiancherà quelli attivi in provincia di Caserta, a Marcianise e Pignataro Maggione.
Getra, leader nella progettazione, produzione e fornitura di trasformatori di potenza, trasformatori di distribuzione e soluzioni di interconnessione per la rete elettrica, opera in 34 paesi nel mondo, guarda a nuove partnership all’estero, anche alla luce degli obiettivi da raggiungere nell’ambito della transizione energetica.
Il presidente del gruppo, Marco Zigon, affiancato dalle figlie Ludovica e Claudia e dal consigliere di amministrazione Giuseppe di Salvo, ha spiegato che gli investimenti saranno mirati su quattro capitoli: innovazione, attraverso lo studio delle possibili applicazioni dell’intelligenza artificiale nella gestione della fabbrica, l’automazione e la digitalizzazione dei processi produttivi per gli stabilimenti di Getra power e distribution; reshoring, con la realizzazione di una nuova fabbrica in Campania per la manifattura di componenti strategici, attualmente acquistati all’estero; sostenibilità, puntando su processi di ottimizzazione dei consumi energetici e autoproduzione da fonti rinnovabili per ridurre l’impatto ambientale delle lavorazioni; internazionalizzazione, con l’apertura di un nuovo stabilimento in un Paese con elevato fabbisogno di apparecchiature e impianti per la transizione energetica.
Particolare attenzione è riservata alla sicurezza dei lavoratori, con assesment esterni che, dopo quanto avvenuto nella centrale idroelettrica di Suviana, sono stati raddoppiati, passando da uno a due l’anno.
“Dobbiamo fare ogni sforzo perché non ci deve sfuggire niente di quello che è ragionevolmente determinabile.
Quindi c’è un incremento di valutazione, con un ulteriore assessment”, dice.








