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Massimiliano Quattrocchi (Country Manager di Tas): «I pagamenti digitali sono sempre più in crescita, favorendo il ‘Piano Cashless’»

I pagamenti digitali, ormai è chiaro, faranno sempre più  parte della vita degli italiani. E’ quanto sottolinea a Mf-Dowjones Massimiliano Quattrocchi, Country  Manager di Tas, società leader in Italia nella fornitura di software e  servizi per applicazioni bancarie e finanziarie e da sempre nel mondo dei  pagamenti digitali.    

“Gli scorsi mesi – esordisce Quattrocchi – sono stati caratterizzati da  un aumento massiccio delle modalità di pagamento alternative al contante,  considerate più sicure in periodo di emergenza pandemica ad evitare che le stesse banconote si trasformino in potenziali veicoli di trasmissione degli agenti patogeni. Tutti noi abbiamo così sperimentato che è possibile  effettuare acquisti o pagamenti tributari/amministrativi agevolmente senza  l’uso dei contanti, e rimanendo comodamente in casa di fronte ad un PC, a un tablet o al proprio cellulare”.    

“Questo trend positivo – prosegue Quattrocchi – potrebbe ora accelerare  grazie agli incentivi inclusi nel cosiddetto ‘Piano Cashless’, che  prevedono, tra le altre cose, un cashback per tutte le spese effettuate  elettronicamente, ed il taglio del tetto per i pagamenti in contanti, che  scende dai 3.000 ai 2.000 euro. Queste misure hanno come beneficiari  diretti i consumatori, dopo che analoghi interventi erano stati pensati in  passato per gli esercizi commerciali, per i quali passare al cashless è una scelta intelligente, poiché elimina le spese legate alla gestione del  flusso di contante e riduce i rischi di furto”.    

“Gli obiettivi del DL sono molteplici: in primo luogo rilanciare i  consumi, dopo il periodo di depressione legato al Covid, ma anche rendere  più facilmente tracciabili tutte le transazioni, riducendo cosi’  l’evasione  fiscale. Non meno importante, un maggior uso delle forme di pagamento elettroniche porterebbe poi l’Italia sullo stesso livello di altri Paesi  europei: al momento siamo negli ultimi posti nella classifica dei Paesi più digitalizzati in questo senso, nonostante le nostre spese di  commissione siano tra le più basse del continente. A livello Europeo,  l’affermazione dei pagamenti non cash-based sta correndo a ritmi molto  veloci, registrando, secondo gli ultimi dati pubblicati dalla Bce, una crescita del +8,1% nel 2019, e oltrepassando i 98 miliardi di euro”.    

Lo scenario complessivo, prosegue il manager di Tas, “mostra dunque una  sempre più rapida digitalizzazione dei pagamenti, frenata in Italia per il  momento solamente da pregiudizi talvolta ancora diffusi sulla non  sicurezza ed affidabilità dei nuovi strumenti cashless e dall’attaccamento  culturale all’uso del contante, una sorta di blocco psicologico da parte  di molti, come spesso accade quando ci si trova di fronte ad una novità”.    

“La diffidenza in tema di sicurezza è tuttavia del tutto ingiustificata,  essendo la tecnologia alla base dei pagamenti digitali ormai matura e  perfettamente funzionante ed efficiente. Sono molteplici le infrastrutture  tecnologiche all’avanguardia su territorio, che permettono pagamenti e  trasferimenti di denaro contactless in totale sicurezza. Ben vengano le  azioni premianti da parte del Governo verso esercenti e cittadini disposti  a contribuire al processo di cambiamento, che è già a buon punto”,  conclude Quattrocchi.

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