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Massimiliano Fabbro (presidente Anir): «Cali di fatturato anche del 40% con il lockdown»

Anche per il settore delle mense aziendali e scolastiche il lockdown ha avuto un “impatto devastante”, nonostante in alcuni settori nevralgici il servizio non si sia mai fermato. Ad analizzare la situazione con l’Agi è Massimiliano Fabbro, presidente di Anir Confindustria, l’associazione delle imprese di ristorazione collettiva. La platea di occupati nel comparto in Italia è di 150mila, per oltre 1.500 aziende con un fatturato complessivo di circa 6 miliardi.

Secondo l’analisi effettuata dall’associazione, che comprende anche colossi della somministrazione, di sicuro le perdite accumulate nel primo semestre 2020 non si recupereranno nel corso dell’esercizio di quest’anno. Se con la riapertura degli istituti scolastici si ha – almeno per questo segmento – la speranza di recuperare qualcosa nel 2021, l’adozione strutturale dello smart working per molte aziende provocherà un vero sconvolgimento.

Dice Fabbro: “In tutto calcoliamo circa 61mila dipendenti che attualmente sono in cassa integrazione, e che rischiano di perdere il lavoro in modo definitivo. Le aziende hanno segnato cali di fatturato anche del 30-40%”. Si potrà cominciare a ragionare di ripresa, dunque, non prima della fine del 2021. Nel frattempo, in vista del riavvio delle lezioni, è stato aperto un tavolo con il ministero dell’Istruzione, che punta a includere anche il momento della mensa come formativo”.
I rappresentanti di categoria, inoltre, fanno parte dei tavoli tecnici che stilano i protocolli di sicurezza e igiene nelle scuole. Lo scopo è quello di facilitare la riorganizzazione dei servizi.

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