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Massimiliano Burelli (ad Ast): «Siamo in vendita, ma nostro operato non si ferma. Puntiamo sulla sostenibilità»

«Oggi la situazione dell’Ast è in miglioramento sia dal punto di vista sanitario sia operativo, perché abbiamo volumi produttivi che sono tornati a livelli pre-pandemia. Il primo trimestre del nostro nuovo anno fiscale ha visto volumi assolutamente importanti che stimiamo di continuare a fare anche per gennaio, febbraio e marzo». Così l’amministratore delegato di Ast, Massimiliano Burelli, intervenuto dopo la tradizionale messa natalizia per i dipendenti, organizzata quest’anno presso la cattedrale di Terni. La celebrazione, officiata dal vescovo monsignor Giuseppe Piemontese, ha visto la presenza tra gli altri anche dei dirigenti dell’acciaieria, del sindaco Leonardo Latini e dell’assessore regionale Paola Agabiti.

Burelli ha sottolineato come il mercato sia ancora depresso e di come Ast non abbia avuto bisogno della Cig. Poi si è soffermato sulla possibile vendita di Tyssenkrupp. «Questo anno, come sapete, ci ha posto davanti un’ulteriore sfida. Dopo la decisione di Thyssenkrupp di verificare nuove prospettive per la divisione Material Services di cui Ast era parte, dal 18 maggio stiamo cercando una nuova proprietà o un azionista di maggioranza. Essere in vendita non significa non investire, anzi».

Una situazione che non stoppa la progettualità di Ast, soprattutto nella sostenibilità. «Nel frattempo non abbiamo fermato, ma accelerato le misure di efficientamento dei costi e gli investimenti. In particolare procede in linea con i tempi il progetto di recupero e trasformazione delle scorie di lavorazione affidato alla società finlandese Tapojarvi. Parte da una collaborazione tra Comune di Terni, Ast e Busitalia inoltre un’importante sperimentazione energetica sull’idrogeno: la fabbrica metterà a disposizione in forma gratuita quantitativi di idrogeno per alimentare nuovi autobus. Sempre nella direzione di riduzione dei costi dei trasporti e delle emissioni inquinanti nell’ambiente, abbiamo incrementato la quota di spedizione via treno dal 30% di inizio 2020 al 50% di oggi, contro una media nazionale che si ferma al 5% nazionale. In pratica ad oggi il 50% dei prodotti di Ast viaggia sui treni, invece che su gomma».

La chiusura di Burelli è rivolta ai lavoratori dell’azienda, protagonisti di sforzi grandi, soprattutto in questa fase pandemica. «Sono certo che tutti insieme, con l’impegno e la tenacia che da sempre caratterizza la famiglia Ast, supereremo e vinceremo anche questa sfida».

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