Secondo quanto rilevato da MF-Milano Finanza, dopo le dismissioni, in Marelli partono anche i tagli. In una comunicazione interna David Slump, il ceo del gruppo della componentistica auto ex Fiat Chrysler Automobiles e rilevato nel 2019 dal fondo Kkr attraverso il fornitore giapponese Calsonic Kansei, ha annunciato una drastica riduzione dei costi che passerà dalla chiusura di alcuni stabilimenti e da licenziamenti in giro per il mondo, Italia compresa.
Chiusure e licenziamenti che però non sono stati ancora quantificati con precisione. Marelli Holding ha 170 siti produttivi, di cui 10 in Italia, impiega circa 50 mila dipendenti, e ha 150 controllate. Gli stabilimenti in Italia sono a Crevalcore, a Bari, a Caivano, a Melfi, a Sulmona, a Tolmezzo, a Bologna, a Corbetta e due a Venaria, siti che danno lavoro in tutto a circa 7.100 dipendenti. Alcune fonti interne spiegano che in Italia essendo già stato realizzato un livello buon livello di risparmi negli anni scorsi con alcune fuoriuscite, i tagli saranno contenuti e riguarderanno perlopiù dirigenti, quadri e impiegati.
Altre fonti invece riferiscono invece che si tratta di centinaia di licenziamenti localizzati soprattutto a Bologna e a Bari. I sindacati, che sono stati avvisati della comunicazione interna, avranno un incontro con il gruppo a fine mese. All’ordine del giorno ci sono temi contrattuali, ma è ovvio che in quella sede chiederanno maggiori delucidazioni sulle fuoriuscite. Con il vecchio business plan del 2021, Marelli ha già tagliato il 7% della forza lavoro a livello globale (circa 500 in Italia, dirigenti compresi). Dopo cinque anni di perdite consecutive e un piano di ristrutturazione concluso lo scorso anno, Slump punta a ritornare alla profittabilità a fine 2023.
Oltre ad annunciare 1,7 miliardi di euro di investimenti nei prossimi cinque anni, a metà novembre dello scorso anno il ceo aveva spiegato in un’intervista al quotidiano finanziario giapponese Nikkei che l’azienda avrebbe avuto bisogno di ridurre ulteriormente il numero dei dipendenti. A fine gennaio, come rivelato da questo giornale, Marelli Holding ha fatto cassa vendendo la business unit Aftermarket agli americani di First Brands Group. Si tratta della divisione commerciale dedicata ai ricambi e alla rete di officine dal marchio Ricambisti Specializzati Magneti Marelli, divisione che impiega 600 dipendenti, di cui circa 100 colletti bianchi in Italia, la maggior parte nella sede Marelli Europe di Corbetta nel Milanese e il resto in Piemonte.








