Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Marco Carnelos (ex ambasciatore italiano in Iraq): «Mosca sta accerchiando l’Europa da Sud»

“Alcuni giorni fa mi è capitato di analizzare una mappa dettagliata della penetrazione militare russa in Africa. È un’avanzata che mette i brividi. Mentre Mosca lamenta di essere accerchiata dalla Nato, sta a sua volta accerchiando l’Europa da Sud passando dall’Africa. Le nostre vedette di guerra dovrebbero ampliare lo sguardo. Perché i russi li abbiamo vicini, a Sud, al di là del Mediterraneo”.

Lo afferma Marco Carnelos, ex ambasciatore italiano in Iraq, già inviato speciale del governo italiano in Siria e in Medio Oriente, consigliere diplomatico nei governi Prodi e Berlusconi.

Sbagliato armare l’Ucraina

“Temo che cedere armamenti all’Ucraina prolunghi inevitabilmente il conflitto. E più si prolunga, più degenera la situazione internazionale e crescono le sofferenze della popolazione Il primo ministro israeliano Naftali Bennet, contando sugli analisti della sicurezza tra i migliori al mondo, ha chiesto effettivamente al presidente Zelensky di arrendersi” dice in una intervista al quotidiano La Verità.

Guerra persa in partenza

“E questo non per pavidità dinanzi all’arroganza del tiranno russo, ma perché gli israeliani hanno forse calcolato che questa guerra è persa in partenza. Il probabile punto di caduta è la neutralità dell’Ucraina, e non ha senso veder distruggere un Paese per poi arrivare comunque a quell’esito. Chi ha più buon senso, insomma, lo usi”, “Vienna non è membro Nato ma fa parte dell’Unione europea. Credo che Mosca abbia voluto lanciare un segnale su una possibile convergenza”.

Bomba ad orologeria

“Peraltro, è la stessa soluzione che l’Europa avrebbe dovuto proporre a Mosca anni fa, quando il contesto era ancora salvabile”, “quando la situazione è precipitata, nel biennio 2013-2014, in tanti erano consapevoli che l’Ucraina era una bomba ad orologeria. Avrebbero potuto disinnescarla per tempo, con un’iniziativa politica europea”, “resto convinto che il peccato originale sia stato l’allargamento a Est dell’alleanza atlantica. Un’operazione mal concepita, nella tempistica e nel confezionamento. Un peccato che, naturalmente, non sminuisce le responsabilità russe”.

La furia di Putin

Era presente, ricorda, nel 2008 al vertice di Bucarest, quando si ventilò l’ingresso dell’Ucraina nella Nato: “Ricorderò sempre il pesante clima di tensione. Nella sala conferenze erano presenti tutti i leader occidentali, da George W. Bush ad Angela Merkel. Putin era furibondo, li fece attendere per 4,5 minuti: non ho mai visto un capo di stato esprimersi con tanta crudezza. E sto parlando di 14 anni fa. Nel corso degli anni tanti grandi protagonisti della diplomazia Usa, da Kennan a Kissinger, hanno consigliato cautela sull’allargamento. Ma evidentemente le richieste dei Paesi dell’est Europa sono apparse non arginabili”.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.