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Mano tesa dell’Ue verso l’Italia per il PNRR ma ora le scadenze si moltiplicano

La linea della Commissione Ue sul Pnrr potrebbe essersi addolcita. L’invio da parte dell’Italia della richiesta di modifica di dieci obiettivi relativi alla quarta rata, si fa notare a Bruxelles, dalle parti delle istituzioni comunitarie ha testimoniato innanzitutto un dato: che sul Pnrr l’esecutivo europeo, con l’Italia e in generale con i Paesi membri, è pronta a mostrarsi più flessibile di quanto venga raccontato. Ma ciò non vuol dire che, per Raffaele Fitto e Giorgia Meloni, la partita sia in discesa. L’Italia dovrà attendere che la richiesta di modifica per la quarta rata sia valutata positivamente e, nel frattempo, dovrà preparare il nuovo Piano con l’inclusione del capitolo Repower. Un piano da presentare entro il 31 agosto.

Andiamo con ordine. La richiesta presentata dall’Italia, a fronte della constatazione dell’impraticabilità di attuare tutti gli obiettivi per cui presentare richiesta per i 16 miliardi previsti, è stata ricevuta da Palazzo Berlaymont nello stesso giorno in cui Fitto l’ha annunciata alla stampa. È una richiesta sulla quale, informalmente, Commissione e governo hanno lavorato a stretto contatto. E non si tratta di un inedito nella storia del Recovery Fund. Lo scorso 26 giugno la Commissione faceva sapere di aver approvato la richiesta di due emendamenti mirati al suo piano fatta dall’Irlanda prima di presentare la prima richiesta di pagamento. Si trattava di modifiche a due misure che, secondo Bruxelles, non stravolgevano l’ambizione complessiva del piano dublinese. Il modello irlandese è stato di fatto applicato all’Italia.

Ma i tempi non saranno brevissimi. «Effettueremo le nostre analisi e riserveremo ogni commento pubblico sulle misure in questione a quando la nostra valutazione sarà completata», ha spiegato una portavoce della Commissione. Una volta che sarà arrivato il sì dell’esecutivo Ue servirà, entro quattro settimane, il via libera anche del Consiglio Ue. Solo allora l’Italia potrà fare ufficialmente richiesta per la quarta tranche di fondi. Stando ad una prima previsione, difficilmente prima dell’autunno. Parallelamente, a Bruxelles attendono il nuovo Pnrr modificato e con il capitolo Repower.

In questo caso non si tratta di emendamenti mirati ma di una vera e propria riconfigurazione del piano, almeno secondo le intenzioni di Palazzo Chigi. L’Ue l’attende entro il 31 agosto. Almeno la metà dei Paesi membri si è già mossa. Con una data, tassativa, all’orizzonte: entro fine anno la Commissione ha l’obbligo di assegnare tutti i fondi ex Next Generation. Ursula von der Leyen, negli ultimi mesi, ha già dato prova di andare incontro alle esigenze degli Stati membri. Sul sì all’Italia per la terza rata, tuttavia, continua a pesare lo scoglio dei 7.500 posti letto per gli studentati. Il piano prevede che siano addizionali. Solo una volta che Bruxelles avrà verificato che l’obiettivo è stato raggiunto erogherà, nella sua interezza, i 19 miliardi che l’Italia attende.

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