Manley (ad Fca): «Per Maserati 2,5 miliardi di investimenti. Il 2020 sarà l’ultimo anno in perdita»

Fca mette sul tavolo 2,5 miliardi di euro di investimenti per Maserati, brand del lusso del gruppo. Una cifra notevole (1,6 miliardi erano già previsti nel piano 2019-2021 per MIrafiori e Cassino) che servirà per lanciare 16 modelli entro il 2024, per l’elettrificazione e per le nuove tecnologie. Soltanto per l’ultima nata, la super sportiva Mc20, l’investimento è di 350 milioni.

L’obiettivo è vendere oltre 75.000 Maserati entro il 2025, anche di più se il mercato si riprenderà, ma non oltre le 80.000 unità perché l’esclusività va mantenuta. A Modena, dove la Casa del Tridente è nata e dove inizia la nuova avventura, Mike Manley, amministratore delegato del gruppo, assicura che il 2020 sarà per il brand, considerato “il gioiello della corona”, l’ultimo anno in perdita e spiega che non c’è alcun progetto di spin off anche se “non è escluso che in futuro diventi argomento di discussione”.

Il piano Maserati non comporta un ridimensionamento del brand Alfa Romeo. “Ha un futuro molto vitale, non è stata abbandonata, a breve annunceremo un nuovo modello.Una buona parte dei 2,5 miliardi di investimento per Maserati andranno anche a beneficio di Alfa”, spiega Manley, che al suo fianco ha il ceo del Tridente Davide Grasso. L’incontro con i giornalisti nello stabilimento di Modena è anche l’occasione per ribadire che il piano per la fusione tra Fca e Psa procede nei tempi previsti.

“Periodi come quello della pandemia – osserva Manley – confermano le ragioni dell’unione. Stiamo facendo progressi nell’ottenere i permessi per perfezionare l’accordo entro il primo trimestre del nuovo anno. Tutto procede molto bene. Continua anche il lavoro con Bruxelles per rendere accettabile la fusione. È un progetto per creare valore, clienti e investitori e dare futuro ai dipendenti. Le due società sono allineate su questo”.

Quanto alla possibilità che sia rivisto l’extradividendo da 5,5 miliardi per la fusione, Manley dice di non volere “alimentare idee speculative”. “La fusione è un progetto di medio lungo termine. Quello che è chiaro a me e Carlos Tavares è che dobbiamo avere un’azienda con le risorse giuste e che gli azionisti ricevano il valore che si aspettano”.

Il manager è rassicurante sul futuro di Mirafiori, dove si produrranno le nuove GranTurismo, prima vettura completamente elettrica di Maserati e GranCabrio. “È la casa storica del Gruppo, sarà la casa di Maserati e qui facciamo la 500 BEV. Continueremo a investire in questo stabilimento essenziale per il futuro del gruppo”, sottolinea. A Cassino sarà prodotto il prossimo anno il suv che si chiamerà Grecale come il vento e giocherà un ruolo di primo piano per lo sviluppo del marchio.

Manley parla anche del suo futuro dopo la fusione quando alla guida di Stellantis arriverà il francese Carlos Tavares. “Continuerò a fare parte di questo gruppo, voglio continuare a costruire il suo futuro”, garantisce.

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