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Manfred Weber (Capogruppo PPE): «Sul Recovery Fund l’Italia non può permettersi altri sprechi»

Il Recovery Fund è l’occasione per fare delle vere riforme. L’Italia non può permettersi altri sprechi. Lo afferma il capogruppo del PPE, Manfred Weber, intervistato da Alberto D’Argenio per la Repubblica.

Dal punto di vista europeo come valuta un governo guidato da Mario Draghi? «Per l’Europa in questa fase la cosa più importante è la stabilità, e la prospettiva di avere Mario Draghi alla guida del Paese ci dice che la stabilità a Roma è possibile. Draghi è una grandissima personalità non solo in Italia, ha fatto un lavoro eccezionale alla guida della Bce riconosciuto in tutta Europa. Un uomo con la sua esperienza può avere le chiavi per tenere insieme i differenti interessi della società e dei partiti, per governare andando oltre gli interessi di parte».

Dopo la caduta di Berlusconi nel 2011 il PPE torna al potere a Roma con Forza Italia: come giudica il fatto che il vostro partito italiano governerà con Matteo Salvini? «Ho piena fiducia nel fatto che Mario Draghi da premier darà un chiaro approccio pro europeo al suo governo dimostrando che i problemi si risolvono tutti insieme, come Unione. Draghi assicurerà all’Italia una postura votata al consenso in Europa, rispettando le regole Ue e pronto a contribuire proponendo soluzioni ai problemi. In Europa c’è davvero voglia di avere una voce italiana, sono certo che Draghi la garantirà».

In ottica europea una maggioranza ampia a sostegno del governo Draghi costituisce una garanzia o un rischio di bloccare le decisioni? «Dal punto di vista europeo l’implementazione del Next Generation Eu da 750 miliardi è la cosa più importante, una chance storica per l’Italia. Il processo per arrivare al piano nazionale per accedere ai 209 miliardi a disposizione di Roma deve essere corretto, non può essere frutto del lavoro di poche persone ma deve coinvolgere la società civile, le regioni, l’industria e le parti sociali».

Nutre timori sulla capacità italiana di riuscire a sfruttare al meglio i 209 miliardi Ue? «Questo fondo diventerà un successo per l’Europa solo se non sprechiamo i soldi per spese orientate al passato. Bisogna investire nel futuro, nei nuovi lavori, puntando su clima, digitale e sanità. E servono le riforme: quando vedi la scarsa capacità di assorbimento dei tradizionali fondi Ue da parte dell’Italia capisci che riformare la Pubblica amministrazione e la giustizia è cruciale per il Paese».

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