«Abbiamo siglato un accordo importante con una società giapponese per produrre idrogeno dai rifiuti, una svolta nella chimica verde». Lo rivela il Presidente di Maire Tecnimont, Fabrizio Di Amato, in un’intervista a La Stampa. La società in questione, precisa, è la Jfe Engineering Corporation, «braccio operativo di Jfe, una holding che ha sede a Tokyo».
«L’obiettivo dell’alleanza», spiega, «è produrre carburanti avanzati e soprattutto quello che chiamo idrogeno circolare, a basse emissioni di CO2. Jfe ha sviluppato questa tecnologia all’avanguardia per trasformare rifiuti in gas di sintesi e Maire, che con la sua controllata NextChem è attiva nella chimica verde, ha un’esperienza straordinaria nel creare impianti con la sua squadra di oltre 9mila ingegneri. Un’esperienza che affonda le radici nella storia della Montedison e del Premio Nobel Giulio Natta».
Gli impianti in Italia, prosegue il Presidente, verranno realizzati «ovunque vi siano siti industriali da riconvertire. Abbiamo svolto uno studio di fattibilità A Venezia, a Porto Marghera, per un impianto di produzione di idrogeno dai rifiuti. A Livorno è in corso un progetto per la produzione di metanolo, che verrà impiegato come additivo per i carburanti. Infine a Taranto è in avvio uno studio per la produzione di idrogeno che andrebbe ad alimentare la locale raffineria vicino all’Ilva. Un’altra parte di questo prodotto potrebbe essere usato per dare vita all’acciaio verde, senza ricorrere cioè all’energia fossile, nell’ambito del progetto di decarbonizzazione dell’acciaieria».








