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Luigi Scordamaglia (consigliere delegato Filiera Italia): «L’Europa vuole rimanere senza carne»

“L’Europa vuole restare senza carne”. Lo afferma Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, commentando la proposta della commissione di allargare il campo di applicazione della direttiva 2010/75/Ue sulle emissioni industriali ad allevamenti molto più piccoli di quelli previsti a oggi per l’allevamento suino e avicolo e inserire anche l’allevamento bovino.  

“Un’iniziativa brillante – ironizza – che introduce nuovi obblighi burocratici ad alto costo, anche per allevamenti bovini di appena 100 capi o per allevamenti suini di oltre 400 capi. Tutti allevamenti di medio piccole dimensioni che costituiscono l’ossatura del sistema zootecnico e della produzione di Dop e Igp nel nostro Paese”.

Secondo Scordamaglia, “la Commissione continua a operare come se nulla fosse cambiato, come se i capi di Stato di governo non avessero fatto un appello ad aumentare le produzioni agroalimentari europee e a dipendere meno dalle importazioni, come se non fosse stata prevista una delle peggiori crisi alimentari, in cui soprattutto i paesi più poveri avranno difficoltà di accesso ad alimenti ad alto valore nutrizionale. La Commissione europea va avanti con un’operazione di smantellamento della produzione agroalimentare europea rendendo sempre più vicino uno scenario di totale insicurezza alimentare per i cittadini europei, quello che si prospetta è un futuro prossimo in cui l’Europa non produrrà più alimenti e dipenderà sempre più dall’importazione di paesi lontani che chiudendo o aprendo i rubinetti dell’approvvigionamento alimentare avranno un totale controllo geopolitico sull’Unione Europea”. 

Continua il consigliere delegato di Filiera Italia: “Sembra  proprio che la Commissione voglia, attraverso questi nuovi pesantissimi oneri burocratici, far chiudere gli allevamenti e creare una situazione simile a quella che affrontiamo per l’energia che ci vede dipendere dalla Russia, anche per l’agroalimentare: un domani molto prossimo dipenderemo dal Sud o dal Nord America, dove carne e latte destinati al mercato europeo verranno prodotti in allevamenti migliaia di volte più grande.

Come Filiera Italia – spiega ancora Scordamaglia – facciamo un appello al nostro governo e ai commissari provvisti di maggiore buon senso affinché tutto ciò venga impedito e non si vada avanti con una strada che porterà alla distruzione di tutto il nostro sistema produttivo e delle nostre eccellenze Dop e di Igp e dalla sostituzione di queste con alimenti sintetici, che è forse quello che una parte della Commissione, schiacciata su una visione identica a poche multinazionali globali, vorrebbe. Non è certo questa la via per la sicurezza alimentare e per la sostenibilità”, conclude. 

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