«Entro il primo trimestre 2021 avremo la prima regione senza digital divide. E i fondi del Next generation Eu, insieme a quelli stanziati dal governo, rappresentano un’occasione unica per rilanciare il Paese e superare la crisi causata dal covid».
Lo afferma Luigi Gubitosi, amministratore delegato di Tim, intervistato sul Messaggero da Osvaldo De Paolini.
In un recente studio di Mediobanca si legge che la vostra rete ha tenuto durante la prima ondata del virus. Ma ora il contagio rischia di essere più pervasivo e la stretta non meno rigorosa. Siete pronti ad affrontare una maggiore richiesta di servizi? «Già a marzo abbiamo deciso che la rete andava ulteriormente rafforzata e ne abbiamo aumentato la capacità. La vera differenza in questi mesi è stata il veloce completamento della fibratura dei cabinet nelle aree bianche, che oggi sono coperte per il 70%: stiamo parlando di non meno di 2.700 comuni».
Lei ripete spesso che il digital divide in Italia verrà chiuso nel 2021. E’ una scommessa o qualcosa di più? «Chiudere il digital divide è una questione di volontà e competenze. E’ dunque più di una scommessa: entro il 2021 questo gap potrà davvero essere chiuso».
Converrà però che la fibra al cabinet è cosa diversa dalla fibra fino a casa. «Vero, non a caso sarà determinante anche la grande accelerazione che imprimeremo a inizio 2021 alle connessioni Ftth (fibra fino a casa, Ndr)».
Quante sono le case effettivamente già connesse in Italia? «La nostra stima è di una copertura pari a circa il 20% delle linee attive per fine 2020; siamo il primo operatore per questo tipo di copertura».
C’è da sperare che questo numero aumenti velocemente con la partenza di FiberCop. «FiberCop sarà operativa entro il primo trimestre del prossimo anno e accelererà, ad un ritmo mai visto in precedenza in Italia, lo sviluppo della fibra Ftth. Quanto alla sua gestione, posso dire che il presidente sarà Massimo Sarmi, un nome che non ha bisogno di presentazioni nel nostro settore».








