Negli ultimi anni hanno chiuso l’attività decine di migliaia di agenti di commercio e senza interventi di sostegno da parte del governo questa categoria rischia l’estinzione anche perché minacciata dall’esplosione deregolamentata del commercio elettronico. E’ il grido d’allarme lanciato da Luca Gaburro, segretario generale di Federagenti, durante ‘Economica’, la due giorni promossa dall’Anpit in cui si confrontano politici, economisti e imprenditori per disegnare il futuro delle imprese.
“L’emergenza sanitaria e il lockdown – ha spiegato Gaburro – hanno messo in crisi il mondo del lavoro rivoluzionando totalmente funzioni e modalità e sospendendo un numero rilevante di posti di lavoro e di attività. Le chiusure diffuse e la riduzione generalizzata dell’attività delle imprese hanno messo in luce i limiti di un sistema di protezione sociale incapace di tutelare tutte le categorie. E gli interventi del governo si sono rivelati insufficienti per la categoria degli agenti di commercio, che nel periodo pandemico hanno subito una forte limitazione nell’attività e quindi una drastica diminuzione dei guadagni”.
“I tanto reclamati Ristori – continua Gaburro – sono arrivati solo a pochi fortunati nonostante la forte opera di sensibilizzazione condotta dalla Federagenti nei confronti delle istituzioni. Le parti sociali attraverso gli accordi economici collettivi di categoria dovranno introdurre strumenti innovativi per fronteggiare la situazione post- pandemica, ma ciò non basterà”. C’è poi il nodo della previdenza Enasarco che secondo Gaburro “rappresenta un unicum nel panorama previdenziale del nostro Paese e che, come chiesto a gran voce dagli iscritti dell’ente, va gestita senza perdere ulteriore tempo con rinnovata efficienza e trasparenza. Questo soprattutto dopo la recentissima ordinanza del tribunale di Roma che ha confermato le nostre ragioni attribuendo nei fatti alla coalizione Fare Presto, della quale Federagenti è un esponente di spicco, la maggioranza nella governance dell’ente a seguito delle recenti elezioni”.








