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Luca Borzani, filosofo: “Expat e denatalità ridisegnano il futuro demografico dell’Italia”

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Un futuro demografico segnato da denatalità ed espatri

Il futuro demografico del Paese si intreccia sempre più con i fenomeni di denatalità e di emigrazione giovanile. Luca Borzani analizza questo scenario su La Repubblica e ricorda che nel 2025 le nascite hanno toccato un nuovo minimo storico, fermandosi a 342mila. Parallelamente, l’emigrazione degli italiani è diventata strutturale, con punte di 191mila cancellazioni anagrafiche per l’estero.
Il dato più significativo riguarda la composizione dei flussi: circa il 60 per cento di chi parte ha tra i 18 e i 36 anni. In questa prospettiva, emerge una stima che incide direttamente sul futuro del Paese, poiché circa la metà dei nati del 2025 è destinata, da adulta, a vivere fuori Italia. L’analisi sottolinea così uno squilibrio crescente tra generazioni e prospettive demografiche.

La Liguria come caso emblematico

Il quadro appare ancora più evidente in Liguria, dove la dinamica demografica mostra criticità accentuate rispetto ad altre aree. In venti anni la popolazione tra i 20 e i 34 anni si è ridotta di 12mila unità. Inoltre, le partenze verso l’estero hanno registrato una crescita costante e, nel solo 2024, hanno sfiorato le 4.700 unità.
La regione continua ad attrarre immigrati e registra una delle incidenze più alte di nati da genitori stranieri, pari al 21,3 per cento. Tuttavia, questo apporto non riesce a compensare il declino complessivo. Fattori occupazionali e salariali continuano infatti a spingere molti giovani a cercare all’estero condizioni ritenute più favorevoli sotto il profilo del welfare e della qualità della vita.

Il legame tra fuga dei talenti e natalità

Borzani evidenzia un legame stretto tra fuga dei talenti e scelte familiari. L’emigrazione giovanile incide direttamente sulla possibilità di formare nuove famiglie e di avviare percorsi di genitorialità. Il filosofo osserva che “il 40 per cento degli ‘expat’ non esprime aspirazioni al ritorno”.
Questa dinamica si intreccia con la posticipazione della maternità e con la riduzione del numero di potenziali madri. Ne deriva un processo a spirale che coinvolge lavoro, mobilità e natalità. Il risultato è un quadro che mette in discussione la tenuta demografica del Paese e che impone una riflessione sul rapporto tra opportunità per i giovani e prospettive di lungo periodo.

Un processo a spirale che incide sul Paese

Il fenomeno descritto disegna un percorso che riguarda l’intero sistema sociale ed economico. La riduzione delle nascite e l’esodo dei giovani in età lavorativa contribuiscono a ridefinire gli equilibri demografici. Allo stesso tempo, l’assenza di prospettive di rientro per una quota significativa di expat rafforza la tendenza allo squilibrio.
Il quadro delineato evidenzia dunque una trasformazione profonda del futuro demografico nazionale. La relazione tra mobilità internazionale, mercato del lavoro e natalità diventa un elemento centrale nell’analisi delle prospettive del Paese.

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