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Lorenzo Bertelli (erede di Prada): «Il gruppo Prada resterà indipendente»

Lorenzo Bertelli, figlio maggiore ed erede designato dell’AD di Prada Patrizio Bertelli, intende mantenere l’indipendenza del gruppo del lusso quando ne prenderà le redini tra qualche anno.

Lo ha detto in un’intervista che andrà in onda in modo più esteso in occasione dell’evento Reuters Next il primo dicembre.

Bertelli junior, 33 anni ed ex pilota di rally, è oggi alla guida del marketing di Prada e ha contribuito allo sviluppo delle vendite online del gruppo, che nel medio termine dovrebbero raggiungere il 15% delle vendite retail dal circa 2% precedente la pandemia.

In occasione dell’investor day della scorsa settimana, suo padre lo ha ufficialmente incoronato come successore, dicendo che potrebbe passargli il testimone tra tre o quattro anni.

All’inizio di quest’anno, Patrizio Bertelli ha descritto Lorenzo come un “elemento chiave nel turnaround del gruppo” che lui e sua moglie, Miuccia Prada, hanno messo in atto per far risalire i ricavi.

La strategia di rilancio, che ha puntato su un posizionamento più alto di Prada attraverso il taglio degli sconti e una dura selezione della distribuzione wholesale, ha dato i suoi frutti e Prada è spesso citata come un’appetibile preda per i concorrenti più grandi.

Tuttavia, come suo padre, Lorenzo Bertelli ha detto che il gruppo quotato a Hong Kong – di cui la famiglia possiede l’80% – non è in vendita.

“Questa è una domanda per i miei genitori, ma per quanto mi riguarda, assolutamente sì”, ha detto nel corso dell’intervista quando gli è stato chiesto se voleva mantenere il gruppo nelle mani della famiglia.

“Non vedo altre direzioni, anche perché spero di avere ancora un lungo percorso davanti e devo fare qualcosa con la mia vita. Quindi vorrei rimanere indipendente”, ha aggiunto parlando dalla fabbrica-giardino di Valvigna, in Toscana.

Non ha poi escluso l’acquisizione di altri marchi in futuro, sottolineando che per il momento non ci sono opportunità, ma “domani chissà”.

E ha respinto, almeno per il momento, la possibilità che i marchi di punta del gruppo – Prada e la linea più giovane Miu Miu – possano sbarcare su Amazon, che sta cercando di attirare nomi prestigiosi del lusso sulla sua piattaforma.

“Abbiamo provato con uno dei nostri marchi più piccoli (Car Shoe) solo per fare una prova”, ha detto. “Non penso che al momento Amazon sia pronto per i marchi più grandi (…). Non vediamo né Prada né Miu Miu sulla piattaforma Amazon al momento”.

Invece, ha ribadito che Prada potrebbe essere interessata a prendere una partecipazione nella piattaforma di e-commerce su cui il proprietario di Cartier, Richemont, e il rivenditore online Farfetch stanno lavorando.

Richemont ha recentemente annunciato di essere in trattative con Farfetch per vendergli una quota di minoranza del gruppo di e-commerce di lusso Yoox Net-a-Porter (Ynap) e ha detto che inviterà anche altre aziende per trasformare Ynap in una piattaforma aperta, senza un azionista di controllo.

Un investimento diretto, ha detto Bertelli, “potrebbe essere un’opportunità”. La settimana scorsa il gruppo ha indicato per il medio termine l’obiettivo di portare il margine Ebit sulle vendite al 20% dal 9,5% del 2019, un livello che resta inferiore a quello dei concorrenti più grandi come Louis Vuitton o Gucci e anche al picco storico di Prada del 27%.

Lorenzo Bertelli ritiene comunque che nel lungo termine il gruppo possa tornare a quel tipo di redditività. Ha sottolineato però che Prada preferisce darsi obiettivi ragionevoli e, quando possibile, superarli, piuttosto che puntare troppo in alto e rischiare di deludere.

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