Uno studio della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, certifica l’emorragia del mercato del mobile, flagellato dal Covid-19. Prima della pandemia, infatti il comparto contava circa 18.600 imprese per un totale di oltre 130.000 addetti e quasi 23 miliardi di fatturato (dati al 2018).
I vari lockdown dovuti all’epidemia hanno determinato il calo dei consumi di arredo da parte delle famiglie e delle aziende italiane, soprattutto per quanto riguarda il comparto dell’Hospitality. Anche in questo settore, flebili segnali positivi nei mesi estivi, con un recupero intenso della domanda sia in Italia che all’estero, grazie anche allo stimolo degli acquisti online di arredamento e home living. Sui mercati internazionali la crescita delle esportazioni è stata trainata dai distretti industriali nei principali sbocchi commerciali (Francia, Stati Uniti e Germania), tra questi spicca il Mobile Imbottito di Forli’ (+45,5% nel terzo trimestre 2020), le Cucine di Pesaro (+22,5%), il Legno-arredo di Pordenone (+7,8%), di Treviso (+5,7%) e di Monza-Brianza (+1%).
Situazione subito ripiombata nel buio di inizio lockdown, con le nuove misure di contenimento del virus di novembre che hanno interrotto il percorso di ripresa sul mercato interno (-12,4%). Motivo per cui la ripresa estiva non ha consentito alle imprese del settore di recuperare quanto perso durante il lockdown di marzo e aprile. Nella media dei primi undici mesi 2020 il fatturato del settore perde ancora l’8,9 % rispetto allo stesso periodo del 2019: si prospetta dunque un percorso di recupero lento.
Le filiere saranno sempre più strategiche per la ripartenza del settore come strategici saranno i distretti che hanno fatto del radicamento locale la loro cifra distintiva. Le speranze e le prospettive vengono direttamente dall’e-commerce e dalla Green Economy, volani del prossimo rilancio, che si spera avvenga a pandemia finita.








