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[Lo scenario] Un incidente può innescare il conflitto globale. Ecco perché  

Rischiamo un conflitto globale. Ed ad innescarlo potrebbe essere un incidente.

Un indicente legato agli armamenti che la Ue – con una decisione senza precedenti – ha stabilito di fornire all’Ucraina.

Del rischio ne è altamente consapevole e preoccupato Emmanuel Macron.

Al punto che due giorni fa ha scelto di scrivere un messaggio alle forze armate francesi, gesto inedito e raro, per chiedere massima vigilanza e “autocontrollo” nelle zone di contatto con l’esercito russo. Macron teme possibili interferenze nelle manovre militari come già successo in passato.

Questo è lo scenario che descrive oggi il quotidiano La Repubblica.

Il capo dello Stato ha ricordato che le forze francesi hanno già avuto “frizioni con le forze russe, regolari o irregolari”. Le zone di contatto sono tante. L’Eliseo ha citato esercitazioni e manovre russe sia al livello di navi e sottomarini che di caccia militari nell’Atlantico, nel Mediterraneo e nel Canale della Manica. C’è poi la Siria, dove qualsiasi operazione dell’aviazione francese necessita un coordinamento con Mosca, e infine paesi come Mali e Repubblica Centrafricana in cui i soldati francesi possono incrociare i mercenari di Wagner.

“I rischi aumentano ora con il rafforzamento del pattugliamento aereo nei cieli baltici, a cui la Francia partecipa, e della sicurezza sul fianco est della Nato. Macron ha deciso di inviare cinqucento soldati in Romania e ha la guida di turno della Very high readiness joint task force dell’Alleanza, in allerta. Anche se la Nato e la Ue ripetono di non essere in guerra contro la Russia, ed escludono una partecipazione sul campo di battaglia, qualsiasi attrito diretto o indiretto con i russi potrebbe essere usato da Vladimir Putin come pretesto” scrivono i giornalisti Anais Ginori e Claudio Tito.

“A Bruxelles c’è un allarme altissimo sul rischio che il presidente russo possa fare un gesto provocatorio nei confronti di un Paese del Patto Atlantico. In particolare la Polonia. Se così fosse, scatterebbe l’articolo 5 dell’Alleanza e la situazione precipiterebbe. La preoccupazione è legata alla consegna di caccia europei all’Ucraina. Varsavia ha valuto di rispondere alla richiesta del presidente ucraino Zelensky e offrire una decina di Mig a Kiev. Significherebbe far partire gli aerei da una base polacca e non ucraina perché secondo Zelensky appena gli aerei atterreranno in Ucraina verranno distrutti dai bombardieri russi” si legge sul quotidiano fondato da Eugenio Scalfari e attualmente diretto da Maurizio Molinari.

“Un’ipotesi impraticabile per la Ue e la Nato. Proprio perché comporterebbe la partecipazione attiva al conflitto. “La Nato non invierà truppe in Ucraina o aerei nel suo spazio aereo” ha sottolineato ieri il segretario generale Jens Stoltenberg dalla base militare Lask in Polonia. “Non manderemo aerei in Ucraina perché si tratterebbe di un’interferenza in questa guerra” ha confermato il presidente polacco, Andrzej Duda” precisa Repubblica.

Una delle soluzioni sarebbe di cedere gli aerei all’Ucraina, con la livrea ucraina, piloti ucraini e con il decollo da basi ucraine. Si discute infatti dei Mig anche per questo motivo. I piloti ucraini dovrebbero prima fare un corso per pilotare in sicurezza e efficacemente gli F35 o gli Eurofighter, addestramento che dura almeno un anno. In più tutta la Nato teme il rischio di trasferire tecnologia e dati sensibili ai russi se uno degli aerei venisse in qualche modo catturato. L’aeronautica militare russa ha jet con tecnologia vecchia di 20 anni. Per questo l’unica opzione sul tavolo, secondo Kiev, sarebbe dare i Mig ancora a disposizione dei Paesi dell’ex blocco sovietico.

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