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[Lo scenario] Da gennaio partono le modifiche al PNRR

Le richieste di modificare il Pnrr già si moltiplicavano da settimane, ma ora c’è anche una data per avviare il processo formale assieme alla Ue: l’iter comincerà a gennaio, dopo che il governo presenterà al Parlamento la relazione aggiornata sullo stato di avanzamento delle riforme e degli investimenti, facendo il punto sulle difficoltà che molti ministri stanno evidenziando.

Intanto, è sempre più vicina la scadenza di fine anno: sono 55 gli obiettivi da centrare entro il 31 dicembre, e ne mancano ancora 30.

Una cabina di regia, la prossima settimana, farà il punto su quelli alla portata, cercando lo sprint di fine anno che assicuri la terza rata da 19 miliardi di euro.

Il ministro per gli Affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il Pnrr, Raffaele Fitto, ha aggiornato i deputati che lo interrogavano proprio sull’attuazione del piano di rilancio italiano, preoccupati dalle difficoltà, tra cui i costi delle opere ormai non più realistici.

Il ministro ha annunciato che da gennaio sarà avviato l’iter di modifica del programma, come prevede l’articolo 21 del regolamento europeo che istituisce il piano nazionale per la ripresa e la resilienza.

Secondo le regole, se il piano non può più essere realizzato in tutto o in parte, a causa di circostanze oggettive, lo Stato può presentare alla Commissione una richiesta motivata e una proposta di modifica.

Se le motivazioni vengono accolte, la decisione passa al Consiglio per l’ok finale. Il team di Bruxelles, durante la sua missione a Roma per verificare il lavoro del nuovo governo sul Pnrr, aveva già aperto alle modifiche.

Una disponibilità confermata anche nell’incontro di oggi tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il ministro degli Esteri Antonio Tajani e la presidente della Commissione Ue, URSULA von der Leyen.

Le modifiche, però, dovranno limitarsi agli investimenti, in particolare a quelli i cui costi sono lievitati a causa del caro-materiali.

Sulle riforme, invece, non ci sono margini per cambiamenti perché sono proprio il banco di prova su cui Bruxelles misura l’impegno dell’Italia a cambiare. Dopo il confronto con la task force Ue, che ha evidenziato ritardi su alcuni capitoli come il codice per gli appalti e la legge sulla concorrenza, Fitto ha incalzato i ministeri.

“Proprio ieri ho inviato ai ministeri una nota per acquisire aggiornamenti sullo stato di avanzamento degli obiettivi con scadenza dicembre, anche in vista della cabina di regia della prossima settimana, nella quale si prenderà atto dei risultati raggiunti e di quelli realisticamente raggiungibili entro la data”, ha detto alla Camera.

Anche la Ragioneria dello Stato va in pressing, sollecitando le amministrazioni a comunicare lo stato di attuazione degli obiettivi entro il 23 dicembre.

In una circolare, la Rgs spiega che le attività di rendicontazione su “ReGiS” (lo strumento attraverso cui le amministrazioni devono adempiere agli obblighi di monitoraggio, rendicontazione e controllo dei progetti), connesse ai 55 obiettivi del terzo e quarto trimestre, “dovranno essere concluse entro e non oltre il 23 dicembre”, per consentire il successivo caricamento della documentazione sulla piattaforma Ue.

Le difficoltà nell’attuazione ci sono, ed erano emerse già all’indomani dell’insediamento del nuovo governo.

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