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[Lo scenario] La crisi energetica potrebbe scatenarne una di liquidità

La crisi energetica e quella economica sono intrinsecamente legate. Se peggiora ulteriormente l’emergenza energia, infatti, si potrebbe scatenare un crollo della liquidità per le aziende energetiche europee, mettendo in crisi il sistema economico dell’area geografica e, certamente, peggiorando le attese recessive per l’economia globale in generale. Lo afferma Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm, puntualizzando che negli ultimi mesi, infatti, la volatilità dei prezzi delle materie prime ha messo in luce la fragilità dei bilanci delle aziende energetiche, che devono correre al riparo dal cambiamento dei prezzi in futuro.

Per fare ciò, le aziende utilizzano una quantità significativa di strumenti derivati che richiedono un collaterale, cioè una quantità di cash (o simile) che garantisca che siano in grado di pagare la controparte nel caso in cui la posizione derivata vada in perdita. Per dare un’idea della dimensione del problema, spiega Flax, la Svezia ha proposto una linea di credito da 23 miliardi per le proprie aziende energetiche.

Per il momento la situazione sembra gestibile, sia perché i prezzi delle materie prime si sono parzialmente normalizzati, sia perché i regolatori si sono dichiarati pronti a intervenire a supporto. Tuttavia, avverte l’esperto, se la situazione geopolitica dovesse peggiorare o se la riapertura della Cina fosse più marcata delle attese, mettendo pressione sui prezzi delle risorse energetiche, le prospettive per l’economia europea sarebbero molto poco rosee.

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