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[Lo scenario] Crisi energetica, il pericoloso inverno dell’Italia. Ecco cosa sta succedendo

L’attuale situazione energetica e la riduzione dei flussi di gas in provenienza dalla russa ci mettono di fronte a «uno scenario molto complesso e molto critico». A dirlo è il direttore della Rivista Energia, Alberto Clò. Una riduzione che riguarda «quantità di gas in eccesso rispetto agli obblighi contrattuali». La situazione attuale, spiega, «è molto complessa perché registriamo una riduzione delle forniture di gas mentre bisognerebbe accrescere le scorte per raggiungere l’obiettivo fissato dall’Ue di un riempimento degli stoccaggi all’80% in vista dell’inverno». Attualmente, come emerge dai dati Agsi, gli stoccaggi italiani sono riempiti al 54,73%, leggermente sopra la media Ue che si attesta al 54,31%.

Il prossimo inverno, quindi, si preannuncia difficile «anche se tutto dipenderà dalla situazione meteorologica. Se anche con l’utilizzo delle centrali a carboni non saremo in grado di pareggiare l’eventuale carenza delle forniture di gas russo inevitabilmente rischiamo un piano di razionamento. E questo implica una decisione politica difficile anche in vista delle prossime elezioni», osserva Clò.

«L’accordo tra il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen che prevede di aumentare la fornitura statunitense di gas naturale liquefatto (gnl) in modo da garantire all’Europa ulteriori 15 miliardi di metri cubi entro fine anno non mi sembra realistico», aggiunge l’economista all’Adnkronos. L’incendio all’impianto di Freeport Lng in Texas, all’inizio del mese di giugno, «che è uno dei terminal più grandi di esportazione di gas naturale liquefatto negli Stati Uniti» sottolinea l’economista «ha creato forti tensioni sul mercato Gnl e complica ulteriormente la situazione. Probabilmente non sarà riparato entro la fine dell’anno e quindi complica una situazione già difficile».

Per Clò nel breve termine sembra anche poco plausibile la possibilità di compensare il gas russo con altri fornitori. «Non mi sembra che sia una prospettiva fattibile sostituire l’intera fornitura di gas russo con altri paesi come l’Algeria come è stato evidenziato tra l’altro dall’Oxford Institute for Energy Studies». Per Clò sembra poco realistico quindi l’obiettivo annunciato dal ministro della Transizione ecologica, di essere indipendenti dal gas russo nel 2024. «Mi sembra difficilmente realizzabile l’obiettivo di liberarci di tutte le forniture di gas russo entro il 2024», spiega Clò. «Abbiamo poi anche obblighi contrattuali nei confronti dei fornitori russi», aggiunge.

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