In uno scenario di incertezza e volatilità, il mercato della nautica rimane solido e atteso in espansione entro al 2027 per tutti i segmenti.
Dovrà far fronte però a nuove priorità e pressioni, prima fra tutte quella legata alla sostenibilità.
Quanto emerge dall’analisi di Bain&Company, letta in anteprima da milanofinanza.it, in attesa del Salone Nautico di Genova.
Nel 2022, il giro d’affari dell’industria yacht ammontava a poco meno di 20 miliardi di euro, recuperando completamente i livelli pre-pandemici e mettendo a segno un +19% rispetto al 2019.
La crescita del settore è legata al crescente interesse degli Hnwi (il segmento degli investitori molto alto di mercato) verso questo settore, che combina la ricerca di un legame più profondo con la natura al comfort.
“Infatti l’Italia è sul podio – rispettivamente posizionandosi al secondo e primo posto – su imbarcazioni da diporto e super yachts.
Nello specifico, in quest’ultimo segmento, il nostro Paese è la principale geografia di produzione, coprendo circa il 50% del fabbisogno di yacht a livello mondiale”, spiega Pierluigi Serlenga, Managing Partner di Bain & Company Italia.
Per il Paese la nautica è “un’area di leadership indiscussa e la cantieristica un importante volano per il rilancio dell’economia del Paese.
Il portafoglio ordini globale, un indicatore per i prossimi 3-5 anni, è dominato dai cantieri italiani, e questo è un segnale di grande fiducia”, aggiunge Serlenga.
Negli ultimi anni, a livello globale, i cantieri hanno assistito a un notevole consolidamento “con il risultato oggi di gruppi multi-brand che si concentrano su gamme di dimensioni diverse”.
L’industria della nautica leisure può essere suddivisa in imbarcazioni da diporto (inferiori a 15 metri), yacht (15-24 metri) e super yacht (oltre i 24 metri).
Il mercato degli yacht da 15-24 metri, stimato a circa 80.000 unità nel 2022, è previsto in espansione al 2027, con circa 100.000 e una crescita (cagr) del 4%, in lieve rallentamento dopo il boom registrato tra il 2015 e il 2021.
Quello dei superyacht è un mercato molto resiliente, scrive Bain, che si basa su ordini che garantiscono una visibilità superiore ai 3 anni di produzione e che si rivolge a una clientela Uhnwi in continua crescita.
La produzione non è completamente industrializzata ed è concentrata in Italia e nell’Europa settentrionale.
“Le crisi macroeconomiche passate hanno avuto un impatto sul segmento medio-piccolo, mentre il numero di yacht più grandi ha continuato a crescere, dimostrando una maggiore capacità di recupero.
Nonostante il rallentamento economico, l’impatto complessivo sul settore è stato contenuto: gli ampi portafogli di ordini in sospeso offrono una protezione rispetto alle crisi.
Nel medio-lungo termine, ci aspettiamo che la crescita e la solidità della base clienti e resiliente sosterrà la domanda di superyacht”, ragiona Andrea Alori, partner di Bain & Company.
La sostenibilità comincia ad essere un tema dominante per il settore: secondo Bain, “si cominciano a vedere le prime imbarcazioni a propulsione ibrida, mentre proseguono le sperimentazioni sulla propulsione elettrica e solare”, conclude Alori.








