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L’Italia delle costruzioni cresce mentre il mondo rallenta. Top 100 dominata dalla Cina, Saipem e Webuild i nostri ‘campioni’ | Il report di Deloitte

La classifica delle Top 100 per ricavi delle imprese di costruzioni è in mano alle cinesi ma l’Italia, rappresentata da Saipem (24esima) e Webuild (33esima), pur rappresentando solo l’1,4% dei ricavi globali è quella che cresce di più (+20,6%) mentre il mercato globale rallenta e nel 2024 è cresciuto solo del 3,1 per cento, secondo l’ultima edizione del report Global Powers of Construction di Deloitte.

“Il 2024 ha rappresentato un anno di rallentamento per la crescita dell’edilizia a livello globale e per il 2025 si prevede un ulteriore decelerazione al 2,3%, a causa di criticità ormai strutturali: carenza di manodopera qualificata, costi delle materie prime ancora elevati, fragilità delle catene di fornitura e pressioni crescenti sul fronte della sostenibilità” spiega Claudio Golino, Enterprise Security Leader di Deloitte Italia.

Ma le prospettive di lungo periodo restano comunque positive, secondo lo studio Deloitte, con una crescita media attesa del 5,5% nel periodo 2025-2030.

Il report “evidenzia un lieve calo dei ricavi totali, scesi a 1,98 trilioni di dollari (-1%) rispetto all’anno precedente. A livello globale il mercato resta dominato dai grandi gruppi cinesi, con le prime tre società che generano da sole circa un terzo dei ricavi globali e l’intero blocco cinese che pesa per oltre la metà del totale (51,2%)”, con China State Construction Engineering al primo posto (303,95 miliardi di ricavi), China Railway (161,2 miliardi), China Railway Construction (148,3 miliardi).

“I grandi gruppi europei stanno consolidando la propria posizione nel panorama internazionale facendo leva su due strategie complementari: diversificazione del portafoglio e internazionalizzazione. La loro combinazione consente di stabilizzare i ricavi, ridurre la dipendenza dai mercati domestici e distribuire in modo più equilibrato i rischi geografici e settoriali” osserva Golino.

Tra le novità la ‘smart construction’, non solo strumenti digitali, ma una trasformazione del settore attraverso l’integrazione di tecnologie come AI, digital twin, automazione e sistemi digitali avanzati.

“Una trasformazione che negli ultimi 5-10 anni ha rivoluzionato le modalità operative del settore, dalla fase di gara alla costruzione, alla consegna, fino alla manutenzione degli asset” si legge nel report.

“Riduce i rischi, migliora la pianificazione, ottimizza l’uso del capitale, aumenta la prevedibilità dei progetti e contribuisce a migliorare i margini in un settore dove la redditività è storicamente fragile. Non sorprende dunque che diversi grandi gruppi europei stiano costruendo veri e propri ecosistemi digitali integrati, supportati da centri di innovazione dedicati” conclude.

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