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L’Italia consolida il sorpasso sulla Francia grazie a Fitch e Pil | L’analisi

Il sorpasso dell’Italia sulla Francia si sta consolidando.

Dopo anni in cui i titoli di Stato italiani sono stati considerati la periferia dell’Eurozona e hanno pagato rendimenti più alti rispetto ai bond francesi, oggi il quadro è rovesciato.

Lo spread tra Btp e Oat decennali è passato stabilmente in positivo: il titolo italiano rende il 3,53%, contro il 3,55% del corrispondente titolo transalpino. Due punti base di differenza segnano una svolta nella percezione del rischio da parte degli investitori.

La geografia del debito europeo sta cambiando. I mercati guardano a Roma con più fiducia, mentre su Parigi si allungano le ombre di un deficit ancora elevato e di una dinamica del debito più difficile da controllare vista la crisi politica che impatta sulla governabilità del Paese.

La promozione del debito italiano arrivata venerdì ha avuto un ruolo decisivo. L’agenzia di rating Fitch ha alzato il giudizio sull’Italia a BBB+ con outlook stabile, riportando il merito di credito al livello che non si vedeva dal dicembre 2021, quando a Palazzo Chigi c’era Mario Draghi.

Le motivazioni della decisione hanno un valore politico ed economico. Fitch parla di “maggiore fiducia nella traiettoria di bilancio” italiana, sostenuta da “una crescente prudenza fiscale” e dall’impegno a rispettare i vincoli del nuovo quadro di bilancio europeo.

Viene inoltre sottolineata la stabilità politica come fattore di credibilità: la durata del governo e il proseguimento delle riforme danno agli investitori l’impressione di un Paese meno esposto a scosse improvvise. “Un contesto politico stabile, il continuo slancio riformatore e la riduzione degli squilibri esterni migliorano ulteriormente gli indicatori di credito dell’Italia”, si legge nella nota dell’agenzia.

Al rafforzamento del quadro ha contribuito l’Istat, che ha rivisto al rialzo la stima del Pil 2023 dallo 0,7% all’1%. Una correzione non marginale, che riflette la crescita dei consumi delle famiglie (+0,5% da +0,3%), della spesa pubblica (+1,1% da +0,6%) e soprattutto degli investimenti (+10,1% rispetto al +9% stimato a marzo).

In alcuni settori, come le costruzioni (+4,5 punti percentuali), la revisione è stata significativa.

Per il 2024 l’istituto conferma una crescita dello 0,7%, ma rivede al ribasso il rapporto debito/Pil, ora stimato al 134,9% dal 135,3% indicato in primavera. Migliora il saldo primario, che passa dal +0,4% previsto a marzo al +0,5% del Pil, mentre il deficit resta stabile al -3,4%.

Segnali contrastanti arrivano invece dalla pressione fiscale, salita al 42,5% dal 41,2% del 2023, pur restando lievemente sotto la stima di marzo (42,6%).

Il Ministero dell’Economia ha accolto con soddisfazione la revisione dell’Istat, sottolineando in particolare la crescita all’1% del 2023, superiore di tre decimi rispetto alla stima precedente. Per il Tesoro si tratta di un dato che rafforza l’affidabilità dei conti pubblici e la capacità di gestire il debito.

Il confronto con la Francia accentua il significato di questa inversione.

Dall’inizio dell’anno i rendimenti dei titoli transalpini sono saliti in misura più consistente: l’Oat decennale è passato da poco sopra il 3% fino al 3,55% attuale, con un incremento di oltre 50 punti base. Il Btp, invece, nello stesso arco temporale si è mantenuto stabile o in leggero calo, passando dal 3,80% di gennaio all’attuale 3,53%.

Un differenziale che segna il distacco tra i due Paesi.

Per anni gli investitori hanno guardato alla Francia come a un porto sicuro, quasi una seconda Germania, mentre l’Italia rimaneva esposta ai dubbi sulla sostenibilità del debito.

Oggi la fotografia è capovolta: Roma beneficia di un rating migliorato e di una crescita più resiliente, Parigi paga deficit elevati e margini di manovra sempre più stretti.

Il sorpasso, dunque, non è solo numerico. È un segnale che ridefinisce gli equilibri nell’Eurozona e che potrebbe incidere sulle prossime scelte di politica economica e di bilancio sia in Italia che in Francia.

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