Utilizzare la per leggere la contemporaneità. Lo dice Guido Maria Brera, Chief Investment Officer del Gruppo Kairos e autore di romanzi bestseller capaci di far entrare i lettori nel mondo di affari e investimenti, come “I Diavoli” (2013), diventato anche una delle serie Sky con Patrick Dempsey e Alessandro Borghi (già annunciata una terza stagione). La finanza «permette di raccontare il presente e “leggere” il futuro. È come l’acqua, riempie dei vuoti e prende delle forme. Qualunque situazione la puoi interpretare con la sua lente d’ingrandimento».
Un percorso che passa anche per i podcast, sempre scritti da Brera con i Diavoli, il collettivo da lui stesso fondato: il più recente è “Black Box – La Scatola Nera della Finanza” di Chora Media (disponibile su Spotify, Apple Podcasts, Spreaker, Google Podcasts e tutte le altre principali piattaforme audio, oltre che su choramedia.com) arrivato al terzo appuntamento, che per il successo ottenuto è appena diventato weekly, con una puntata ogni settimana.
Il senso di questo podcast «è proprio dare a chi ascolta uno strumento, una “scatola nera” sull’economia, per interpretare ciò che succede» spiega Brera. La prima puntata, This is England, metteva in risalto tutte le contraddizioni della politica economica dell’allora premier britannica Liz Truss, che poi per le polemiche in patria si è dimessa. Ora primo ministro è Rishi Sunak: «Non l’ho mai incontrato, però (da manager) facevamo lo stesso lavoro» spiega Brera. «È una tipologia di uomo che conosco bene. Sicuramente saprà domare i mercati. In un’ottica finanziaria non poteva esserci notizia migliore, però bisogna vedere se sarà essere in grado di creare un benessere più ampio, e di farlo arrivare alle varie fasce della popolazione».
Ha seguito il discorso programmatico di Giorgia Meloni?
«Sì e mi è piaciuto. Un premier andrebbe giudicato quando inizia ad agire, non capisco questi giudizi preventivi. Si può esprimere il dissenso con il voto, con una legittima critica, ma ha senso farlo dopo qualche mese di operato». Tutti pensano che per l’emergenza energetica arrivi una crisi economica disastrosa: «Io invece sono molto ottimista, penso di essere l’unico» commenta sorridendo. «Nel breve la situazione sarà difficile, ma passata questa fase possiamo andare incontro a un nuovo mondo dove possono tornare il primato della politica, gli investimenti pubblici, il pensiero di Keynes (al centro anche del suo ultimo romanzo, Dimmi cosa vedi tu da lì, edito da Solferino). Continuo a pensare che il ritorno dello Stato vicino ai mercati sia la soluzione per uscire da queste acque agitate».
Si aspettava il successo di una serie sull’alta finanza come Diavoli?
«Non avrei mai pensato diventasse così ampio, che i ragazzi la considerassero cult» commenta Brera, che ne è anche co-sceneggiatore. «Sono stati bravissimi tutti, dai produttori ai registi, alla troupe, agli attori. È un lavoro in team e dobbiamo molto ai produttori che hanno creduto nel progetto, Luca Bernabei di Lux Vide e Sky». Ora l’autore e manager ha già un nuovo obiettivo, il cinema: «È la mia sfida nuova, ho già delle idee forti su cui lavorare insieme al collettivo dei Diavoli. Vogliamo trovare una storia bella da raccontare per un film».








