[L’intervento] Utilizziamo i fondi del Recovery Fund per trasformare le nostre scuole in luoghi di bellezza

Vorrei riprendere i punti fondamentali del mio intervento all’incontro “Riparte l’Italia” del 26 settembre a Bologna.

Due i grandi filoni sullo sviluppo del paese, dal mio punto di vista: – siamo entrati nell’era Digitale, – dobbiamo entrare nell’era Ecologica.

Questi due grandi temi avranno certamente un impatto su molte parti del paese, ma vorrei rimanere ancorato agli aspetti concreti e fattibili riguardo la possibilità di utilizzare il Recovery Plan rispetto agli obiettivi Europei 2030, 2050.

L’impatto dell’era digitale nel sistema scolastico e in particolare sull’architettura delle scuole.

Chiariamo subito che l’edilizia scolastica versa in condizioni difficili se non drammatiche già da prima del Covid 19 e che è pertanto necessaria un’azione forte per realizzare una nuova generazione di edifici scolastici.

A questo bisogno dobbiamo associare i nuovi modelli pedagogici contemporanei. Una scuola ben progettata con attenzione ai criteri ambientali di benessere migliora certamente l’apprendimento, crea le condizioni per nuove modalità di insegnamento e di relazione tra studenti e insegnanti.

La nuova frontiera sarà quella della scuola come community center. Un beneficio per il quartiere per l’intera città. Dal diritto alla scuola al diritto ad un’architettura di qualità.

Abbiamo capito che l’insegnamento frontale non è l’unica modalità e che la possibilità di ibridare degli spazi per attività laboratoriali, sociali ed esperienziali sarà fondamentale per affrontare le sfide umanistiche/scientifiche del futuro.

Si affacciano su questo nuovi modelli che coniugano lo studio umanistico artistico con quello scientifico: è la sfida dell’Europa.

L’architettura come terzo educatore. (Loris Malaguzzi Reggio children).

Non possiamo immaginare una stagione di nuove scuole senza pensare agli aspetti ambientali ed energetici anch’essi come forma di educazione.

Dovremmo quindi dedicare i nostri sforzi a nuovi modelli organizzativi dello spazio e immaginare quale forme potranno avere questi al fine di raggiungere gli obiettivi attesi.

Insegnare in spazi adeguati migliora l’apprendimento, aumenta lo stato di attenzione e da un messaggio forte ai giovani: noi ci prendiamo cura di te.

L’inserimento di strumentazione digitale e di nuovi laboratori è necessario per far crescere uno dei temi più importanti dei prossimi anni: la competenza digitale. ( si pensi alla programmazione europea sulle nuove competenze).

Per quanto riguarda l’era ecologica resta di fondamentale importanza la formazione scolastica/universitaria e la costruzione di edifici all’altezza della sfida. Non si può continuare a parlare di ambiente, energia e sostenibilità se la si insegna in contesti edilizi contradittori.

Molti edifici non sono a norma, non sono agibili, hanno pessime performance energetiche e non hanno le infrastrutture digitali necessarie a svolgere ricerca e sperimentazione.

Un campus o un edificio accademico non è solo aule, ma un insieme di luoghi formativi, e lo spazio è di centrale importanza.

Gli ospedali in forma diversa, come le scuole, sono luoghi di cura e anche in questo caso essi necessitano di nuovi spazi, nuove tecnologie e nuove pratiche.

Anche su questo oggi è in atto una trasformazione: l’ospedale non è solo cura, deve infatti diventare un luogo non ostile, dove si viene curati ma dove ci gravitano migliaia di persone che hanno bisogno di un luogo di lavoro adeguato, sicuro e bello.

Anche il rapporto cure e territorio va esplorato con l’inserimento di nuovi luoghi di cura come la casa della salute.

In sintesi: abbiamo davanti una nuova stagione per l’architettura della scuola, dell’università e della cura.

È un’azione fondamentale per il paese che rappresenta un’azione culturale, perché l’architettura è espressione della cultura del paese. Vuol dire in questo caso principalmente integrare le trasformazioni inevitabili alle competenze digitali ed ecologiche.

Da fare operativamente: un programma di un numero preciso di edifici scolastici innovativi sotto forma singola o a campus, la cittadella dei giovani, dove incrociare sapere ed esperienze, oltre che rilanciare una comunità.

Lo stesso vale per gli ospedali e le case della salute.

Definire un numero preciso sui territori e rilanciare cosi una stagione sia formativa che di opere d’avanguardia.

Per applicare questo semplice programma devono essere trovati sistemi e procedure che assicurino il rispetto di tempi e qualità.

Se il Recovery Plan deve essere implementato nell’arco dei prossimi cinque anni sarà necessario trovare una modalità di gare e affidamenti snelli ed efficaci che non trovino intoppi nel processo di ricorsi o sospensioni.

Sul sistema appalti e affidamenti devono inoltre essere necessariamente applicate le norme europee.

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