[L’intervento] Donatella Tesei (Presidente Regione Umbria): «L’opportunità del Recovery Fund deve vedere le Regioni coinvolte. I tempi sono stretti, dobbiamo partire da una riforma della PA assumendo i giovani»

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Donatella Tesei, Governatrice della Regione Umbria e Coordinatrice della Conferenza Stato-Regioni, è intervenuta all’evento tenutosi a Bologna organizzato dal nostro Osservatorio Riparte l’Italia, ed ha partecipato al panel dal titolo “Recovery Fund, la sfida da vincere”. Vi riportiamo di seguito il suo intervento integrale.

«Questo è un momento molto particolare per il nostro paese perché un’opportunità come quella del Recovery Fund sicuramente non possiamo sprecarla. Come di solito fanno le regioni e ne è testimonianza proprio la conferenza sulle regioni, noi vogliamo dare tutto il nostro supporto nello spirito di leale collaborazione che abbiamo dimostrato di avere anche durante tutta la gestione dell’emergenza pandemica, quindi abbiamo già iniziato un’interlocuzione, io coordino la cabina di regia ristretta che ha contatti continui, abbiamo già fatto vari incontri con il ministro Amendola, e naturalmente siamo pronti a raccogliere questa sfida.

Una sfida che deve farci riflettere su alcune considerazioni di ordine generale che non possiamo disattendere e non possiamo sbagliare. Da una parte ci sono le linee guida dell’unione europea su quelli che sono gli asset su cui dovranno essere indirizzati gli investimenti, dall’altra ci sono le riforme strutturali di cui questo paese ha estremamente bisogno e dall’altra ancora ci sono i tempi, i tempi sono molto ristretti, e quindi dobbiamo avere grande capacità di presentare progetti che siano immediatamente cantierabili perché tutto deve avvenire in tempi molto stretti.

I progetti verranno esaminati tra gennaio ed aprile 2021, è questo il termine che ci ha dato l’Unione Europea, e dobbiamo rendicontare il tutto entro il 2026 e nel momento in cui andiamo a fare questa programmazione dovremo tenere conto che il paese ha bisogno di progetti di ampio respiro e quindi tutti dobbiamo tenere a mente gli interessi generali del paese. Questi progetti avranno un’incidenza inevitabile sui territori e quindi sulle regioni, e siccome le regioni sono anche abituate, anche se è effettivamente vero che non sempre siamo stati capaci di spendere integralmente le risorse messe a disposizione dall’Europa nei vari asset, però è anche vero che dovremo essere in grado di poterlo fare perché questa è un momento ed un’occasione irripetibile che non possiamo assolutamente perdere.

Quello di cui stiamo discutendo ancora oggi con il governo è il ruolo che devono avere le regioni, le regioni tutte, e questa è una presa di posizione da parte della conferenza che tra l’altro ha chiesto anche un intervento ed un confronto diretto con il presidente del consiglio. Le regioni vogliono fare la loro parte ma non devono avere solamente il ruolo di attuatori di progetti, bensì devono essere parte attiva nella progettazione stessa.

Questo è fondamentale perché le regioni hanno piena conoscenza di quelle che sono le esigenze dei territori ed in questo momento la direzione che dobbiamo tenere è quella che dobbiamo sicuramente rimettere in moto tutto il paese, eliminare quei gap infrastrutturali che purtroppo differenziano le varie regioni della nostra bella Italia, e per fare questo dobbiamo farlo con una consapevolezza che solo attraverso una partecipazione molto attiva delle regioni ed anche degli enti locali, effettivamente potremmo mettere a terra queste risorse che sono molte, che sono ovviamente indirizzate su alcuni settori particolari  e quindi questo è il lavoro che stiamo cercando di fare, quindi quello che abbiamo manifestata non è una volontà di protagonismo, ma è quello spirito di collaborazione proficua che ci deve essere che ci porta a ritenere che in tutto questo le regioni dovranno e potranno svolgere un ruolo essenziale.

Tutti dobbiamo impegnarci per vincere la sfida che abbiamo davanti. La riforma della pubblica amministrazione sarà essenziale e propedeutica a tutti i ragionamenti. Questa riforma dovremo farla molto velocemente, altrimenti, per mettere poi a terra gli effetti di questi progetti, della loro programmazione, realizzazione e rendicontazione se non ci sarà una Pubblica Amministrazione efficiente, formata e capace veramente il rischio sarà molto alto. Purtroppo noi abbiamo una Pubblica Amministrazione, e parlo a livello di enti territoriali, dove l’età media è molto alta quindi non si ha nemmeno una capacità di portare avanti un’attività di formazione. Bisogna fare entrare i giovani, bisogna che veramente che ci sia questo grande rinnovamento che sarà fondamentale per la ripartenza del paese.

In questo momento ci vogliono strumenti straordinari per affrontare i tempi che ci sono stati dati, che sono molto stretti. Quindi noi dobbiamo essere in condizione di mettere in campo degli strumenti straordinari che abbiamo visto che funzionano, come i commissari straordinari per la realizzazione delle opere, perché altrimenti questi tempi ristretti ci potrebbero impedire di raggiungere un obiettivo che dobbiamo e possiamo raggiungere.»

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