Due le principali richieste mosse al governo dal presidente della Fipe-Confcommercio, Lino Stoppani. “Deve esserci un provvedimento ‘sopravvivenza’”, spiega Stoppani all’evento ‘Dialoghi di resilienza. Affrontare le sfide dell’oggi’, legato in particolare al “tema dei ristori: finora quelli dati sono non proporzionati rispetto ai danni che si creano. C’è bisogno di un maggiore sacrificio per trovare le risorse per tenere in piedi le aziende”.
Poi, aggiunge il presidente Fipe, c’è “lo stimolo alla domanda e agli investimenti nel settore”. Sul primo viene proposta “la riduzione dell’aliquota Iva, il recupero del meccanismo cashback”; mentre sul secondo una “tax credit per la riqualifcazione e il miglioramento delle strutture, non solo nella ristorazione ma in tutto il turismo”.
“La situazione – dice Stoppani – la situazione è assolutamente drammatica. Il problema economico è testimoniato da un calo dei consumi stimato di 115 miliardi di euro”. E “l’ultimo Dpcm si aggiunge, creando danni su danni. Ci sono 50 mila imprese che rischiano di non poter più aprire”.
Il problema reputazionale è che “da una parte si chiudono ristoranti e bar per bloccare la mobilità, ma sta passando il messaggio sbagliato, che oggi esistono aziende essenziali che non si possono chiudere e altre, come le nostre, che non sono essenziali”. Stoppani, infine, ricorda che “ogni mese di lockdown per la ristorazione equivale a 8,3 mld di fatturato perso”.








