Dal 6 agosto e sino a fine mese scatterà una fermata collettiva nello stabilimento Leonardo di Grottaglie (Taranto) dove ci costruiscono due sezioni della fusoliera in fibra di carbonio del Boeing 787. La gran parte del personale dello stabilimento non lavorerà quindi (i diretti sono circa 1300), fatta eccezione per coloro che sono addetti alle manutenzioni e a quelle parti di ciclo produttivo che necessitano di una presenza costante.
Nel periodo di fermata collettiva, il personale di Leonardo Grottaglie sarà collocato in ferie e per coloro che non dispongono di ferie, azienda e sindacati stanno ora trovando le soluzioni da utilizzare. Non ci sarà comunque ricorso alla cassa integrazione nel prossimo mese. Scatteranno poi ulteriori fermate collettive. Nel periodo compreso tra settembre e novembre prossimi, è infatti previsto che la produzione del sito si fermi il venerdì, agganciando così il fine settimana quando a Leonardo Grottaglie non si lavora. Lo stop non dovrebbe pero’ riguardare tutti i venerdì.
Lo stabilimento ha sinora “viaggiato” con un passo di 14 coppie al mese ma sta per scendere a 12 e in seguito a 10. Si prevede che nel prossimo anno il rateo produttivo possa decrescere ancora, posizionandosi a 8 coppie mensili di fusoliera, che, una volta prodotte, vengono poi caricate su un “super Jumbo” e spedite negli Usa per l’assemblaggio finale del 787. Non è ancora definito il modo in cui, nel 2021, gestirà questo rallentamento sensibile di produzione che era già stato annunciato da qualche mese. Come Leonardo ha già spiegato, l’attuale situazione è un riflesso del Covid, congiunturale e non strutturale.
Per Maurizio Rosini, direttore Operations Aerostrutture di Leonardo, l’impatto del Coronavirus “ce lo trascineremo per il 2020, 2021 e parte del 2022. Prevediamo un riavvio nel quarto trimestre 2022 per tornare nel 2023 alla pre crisi”. E per lo stabilimento di Grottaglie, spiega ancora Rosini, “tra fine 2022 e 2023 torneremo a un rateo produttivo piu alto”.
Secondo il manager, intervenuto ad un dibattito della Uilm, “non è detto che non torneremo a 14 coppie, che sono il rateo produttivo massimo, ma prevedibilmente ci collocheremo nella fascia tra le 10 e le 12 coppie di sezione di fusoliera al mese”. “Siamo intanto concentrati sul miglioramento della gestione del processo produttivo, cosa che riguarda da alcuni giorni anche Grottaglie, così come su nuovi progetti – aggiunge Rosini – perché quando il mercato ripartirà, vogliamo essere pronti nel cogliere ogni opportunità”.
Rosini ha quindi detto che “il 787 è un programma industrialmente sano, ha davanti a se altri 15-20 anni di lavoro e i 1050 aerei sinora consegnati, testimoniano un successo commerciale”. E comunque, ha concluso il direttore Operations di Aerostrutture Leonardo, c’è “la previsione di utilizzare la carboresina per altre produzioni e per altri progetti, che stiamo studiando, ma sempre in un’ottica di affiancamento, integrazione e complementarieta’ del programma 787, che rimane l’asset principale dello stabilimento di Grottaglie”. E oggi la Uilm è tornata a sollecitare “la funzionalità della filiera aerostrutture, nella consapevolezza che tale obiettivo è raggiungibile attraverso un carico di lavoro aggiuntivo rispetto al Boeing 787 nel sito di Grottaglie, il quale produce da solo circa il 60 per cento dei ricavi dell’intera divisione”.








