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Le aziende familiari, la successione va programmata

Le aziende a conduzione familiare non possono prescindere da una programmazione ragionata sulla successione e da un supporto manageriale esterno per vincere le sfide di crescita e sviluppo sui mercati esteri, anche alla luce della sfida della transizione energetica e del mutato assetto geopolitico.

Sono i concetti emersi nel corso del Family Business Forum, la due giorni di dibattiti che si è conclusa oggi al centro culturale Altinate di Padova.

Il presidente di Cdp, Giovanni Gorno Tempini, ha spiegato che la cassa supporta le aziende con iniziative “che vanno dall’accesso al credito a quello del mercato dei capitali”, per indirizzare le aziende verso “un necessario processo di internazionalizzazione e innovazione”.

Lo sviluppo di un’azienda passa anche dall’export, che “gode di uno stato di salute sicuramente positivo”, secondo la ceo di Simest, Regina Corradini d’Arienzo: “Abbiamo chiuso il 2022 – ha ricordato – con un +20%, e il primo trimestre fa segnare una crescita ulteriore del 6%”.

Oltre al tradizionale ‘made in Italy’, segnali positivi “arrivano anche dalla meccanica di precisione, la farmaceutica e il settore aerospaziale”.

Come ulteriore spinta a innovazione e internazionalizzazione ci sarà anche il Piano di transizione 5.0, del quale il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha indicato l’arrivo entro la fine dell’anno: “Essendo risorse che proverranno da RepowerEu e dalla revisione del Pnrr – ha sottolineato – per realizzarlo aspettiamo il confronto con la Commissione Ue.

La nostra intenzione è di usare almeno 4 miliardi di risorse europee”.

Nel tirare le fila della due giorni, organizzata da Maria Silvia Sacchi, in collaborazione con Confindustria Veneto Est e Community, il presidente degli industriali Leopoldo Destro ha indicato la strada alle imprese per mantenere la propria competitività in Europa e nel Mondo: “La soluzione vincente è quella che stiamo intraprendendo da un po’ di tempo, ossia organizzarsi in filiere.

Solo così si può essere vincenti e virtuosi nelle sfide globali.

Come Confindustria lavoriamo in tal senso, e sottolineo come il supporto della media e grande impresa sia fondamentale – ha concluso – per trainare le piccole aziende di cui è ricco il nostro territorio”.

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