Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Lavinia Rivara (La Repubblica): «La frattura del fronte sindacale è pericolosa in questo momento»

“La scelta della Cisl di dare vita ad una manifestazione due giorni dopo lo sciopero generale indetto da Cgil e Uil acuisce la rottura dell’unità sindacale, che rischia ora di diventare una ferita profonda”.

Lavinia Rivara su Repubblica mette in guardia dai pericoli derivanti da questa frattura in una fase storica e congiunturale come l’attuale: “Comunque vadano le cose, e fermo restando che lo sciopero è e resta un diritto costituzionale – scrive Rivara – sarà difficile risanarla in tempi brevi.

Tanto più che lo slogan che accompagnerà l’iniziativa, “la responsabilità scende in piazza”, tende a marchiare come ‘irresponsabili’ le confederazioni che invece hanno scelto la strada dello scontro con il governo.

Uno strappo brusco, e anche se non è certo la prima volta che si verifica, non può che indebolire il fronte sindacale, oggi e in prospettiva. Ma il sindacato non è il solo a correre un simile rischio, che invece investe anche il governo e le forze politiche che lo sostengono, sia pure in modo diverso.

La manovra di bilancio che il Parlamento si appresta a votare non è una qualsiasi. È la prima finanziaria di Mario Draghi, cioè di un esecutivo di unità nazionale che ha chiamato a raccolta partiti altrimenti incompatibili tra loro, in nome dell’emergenza, cioè della necessità primaria di unirsi per far uscire il Paese dalla pandemia e dalla crisi in cui essa l’ha precipitato.

Una manovra finalizzata dunque alla crescita, allo sviluppo e anche a dare sollievo ai ceti più colpiti se è vero, come disse lo stesso Draghi nel suo discorso programmatico alle Camere, che «gravi e con pochi precedenti storici» sono stati gli effetti sulle disuguaglianze. In un simile contesto varare una manovra senza una intesa col sindacato, non può che indebolire anche il governo che la propone. Perché ci si allontana da quel patto sociale per la crescita «da cui nessuno può tirarsi fuori», invocato dallo stesso premier all’ultima assemblea di Confindustria.

In questo quadro di molte debolezze e di risorse ormai impegnate, trovare una via d’uscita è tutt’altro che semplice e l’ipotesi più probabile è che lo scontro verrà consumato fino alla fine. Eppure – conclude – cercare il compromesso ed evitare la rottura è semplicemente un dovere che nell’attuale situazione del Paese tutti dovrebbero avvertire”.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.