Nella lista ci sono alloggi, uffici ma anche case cantoniere, fabbricati, terreni, ex officine e pure qualche ferrohotel dove in passato erano ospitati i dipendenti delle Ferrovie dello Stato.
È il pacchetto di immobili non strumentali che il gruppo guidato da Luigi Ferraris ha deciso di cedere, con un deal infragruppo, a Fs Sistemi Urbani, capogruppo di settore del Polo Urbano. L’intenzione, scrive MF-Milano Finanza, è di rendere più snella la holding per trasferire invece i beni immobiliari nella società del gruppo che si occupa dell’asset management, della commercializzazione e soprattutto della valorizzazione del patrimonio immobiliare di gruppo.
L’ultima operazione chiusa da Fs Sistemi Urbani, prima della pausa natalizia, è stata la vendita degli scali ferroviari dismessi Farini e San Cristoforo di Milano a un team composto da Unicredit, Hines e Prelios, a un prezzo di 500 milioni di euro. Un maxi piano di rigenerazione urbana che vede la banca come unico investitore nel progetto, mentre Prelios agirà come fund manager e Hines come sviluppatore, con i lavori dovrebbero occupare un arco temporale di sette anni. Ma in ballo ci sono anche tanti progetti, in numerose altre stazioni italiane, da Busto Arsizio a Pioltello, con Fs Sistemi Urbani che si concentra in particolare nello sviluppare le potenzialità del patrimonio immobiliare di gruppo, siglando partnership e avviando nuovi progetti dalla cooperazione con le amministrazioni locali.
L’obiettivo è continuare a valorizzare il patrimonio immobiliare non strumentale del gruppo, con il ramo in questione che per ora è stato assegnato a una newco, partecipata interamente da Fs, soggetta a direzione e coordinamento di Fs Sistemi Urbani srl, capogruppo di settore del Polo Urbano. Nei primi mesi dell’anno si procederà con la fusione. Per effetto dell’operazione, che non determina impatti sul patrimonio netto di Ferrovie, il capitale sociale si riduce a 38,57 miliardi dai 39,2 miliardi al 30 giugno scorso.








