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[L’analisi] Vola l’utile di Unipol che stringe su bancassicurazione

Unipol chiude i primi nove mesi dell’anno con un utile in rialzo del 5% a 854 milioni di euro, sulla spinta del consolidamento della quota in Bper e degli effetti dell’acquisizione di Carige sul patrimonio della banca modenese.

Anche normalizzati i profitti salgono da 531 a 579 milioni, grazie a una raccolta cresciuta del 4% a 9,8 miliardi, con il contributo sia del danni (+5,6%), con un comparto non auto a doppia cifra (+10,4%), che del vita (+1,7%).

Flette invece del 12,6% l’utile della controllata UnipolSai, sceso a 616 milioni.

I risultati sono stati accolti bene dagli analisti, grazie a una gestione tecnica nel ramo danni superiore alle attese, con un combined raio sceso nel trimestre dal 94,1% al 93,2%.

In Borsa hanno comunque prevalso i realizzi, nonostante la conferma degli “obiettivi reddituali” per il 2022, con la holding che ha perso l’1,27% a 4,74 euro e UnipolSai lo 0,82% a 2,42 euro.

La compagnia sta intanto finalizzando con Bper e Popolare di Sondrio, banche di cui è primo socio, il rinnovo degli accordi di bancassicurazione, canale che ha assicurato 1,46 miliardi di premi vita e 180 milioni nel danni.

“Siamo in fase conclusiva nelle discussioni per il rinnovo, l’accordo scade entro l’anno ma siamo fiduciosi di riuscire a rinnovarlo entro i tempi previsti”, ha detto il dg, Matteo Laterza.

Per fronteggiare un’inflazione che ha contribuito a “un incremento del 2% del costo medio” dell’rc auto il gruppo bolognese ha “intrapreso delle modifiche tariffarie tra cui l’ultima partita il 1° novembre e piuttosto significativa” con l’obiettivo “di tenere il risultato dell’auto in linea con i nostri obiettivi”, ha detto Enrico San Pietro, dg di Unipolsai.

L’indice di solvibilità di Unipol, che nei nove mesi è sceso dal 214 al 197%, ha scontato una “leggera riduzione” anche nell’ultimo trimestre sia per un “effetto mercato” che per un aggiornamento delle stime sulle prestazioni future nel danni che tengono conto dell’”impatto inflazionistico”.

“Abbiamo deciso di essere il porcellino con la casa di mattoni, questo vuol dire politiche di riservazione molto prudenti sia a livello bilancistico che di solvency”, ha detto Laterza.

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