Poste Italiane ha ricevuto la certificazione “Equal-Salary”, per la rigorosa applicazione delle politiche retributive senza pregiudizi di genere. È la prima tra le società del Ftse Mib settore assicurativo e la più grande azienda per numero di dipendenti a ottenere questa attestazione, che testimonia l’impegno di Poste Italiane nella creazione di un ambiente lavorativo inclusivo e di una cultura aziendale improntata sul rispetto e sulle pari opportunità nei percorsi di carriera.
La certificazione, rilasciata da “Equal-Salary”, organizzazione svizzera indipendente senza scopo di lucro, è stata sviluppata in collaborazione con l’università di Ginevra, rispettando gli standard e le best practice internazionali e permette alle società di verificare e rendere pubblica l’equità retributiva, a parità di mansione, all’interno dell’organizzazione aziendale. Il riconoscimento è stato conferito al termine di un percorso, basato su una rigorosa metodologia riconosciuta dalla Commissione Europea, e con il supporto della società PwC Italia, e ha previsto una analisi dettagliata dei livelli retributivi di tutta la popolazione aziendale, focus group, interviste e survey sulla percezione dei dipendenti dell’impegno aziendale in tema di inclusione e diversità. È stato inoltre effettuato uno studio delle politiche di gestione e sviluppo delle risorse umane.
«Come società quotata e primo datore di lavoro in Italia siamo molto soddisfatti per questo riconoscimento che attesta la concreta applicazione dei principi di equità salariale e conferma l’impegno continuo di Poste Italiane nelle politiche di Diversity&Inclusion, uno dei pilastri del nostro piano strategico “2024 Sustain & Innovate Plus”», ha dichiarato Matteo Del Fante, amministratore Delegato di Poste Italiane. «Favorire lo sviluppo di una cultura basata sull’equità e sul merito anche nelle politiche retributive e nel percorso di carriera» ha aggiunto «è fondamentale nella nostra strategia per garantire la competitività del gruppo e generare effetti positivi per il sistema-Paese».








