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[L’analisi] Nella manovra arriva lo sconto fiscale per i cassettisti

Il governo alza dal 14 al 16% l’imposta sostitutiva sulla rivalutazioni di terreni e beni ma amplia lo sconto estendendolo anche alle azioni. La modifica è contenuta nel pacchetto di emendamenti alla legge di Bilancio presentati dal governo nella notte tra domenica e lunedì, messi a punto dai tecnici del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e del viceministro Maurizio Leo.

E’ un modo per fare cassa, “considerando la convenienza dell’imposta sostitutiva rispetto alla tassazione ordinaria” del 26%, come è spiegato nella relazione tecnica che accompagna la modifica (pensata soprattutto per alzare l’aliquota che nel testo base della manovra era fissata a un livello più basso, al 14%). Secondo quanto emerge dai documenti che accompagnano la manovra, si stima che le persone fisiche detengano partecipazioni per circa 97 miliardi. Un’ipotesi prudenziale calcola che appena il 10% di queste saranno interessate alla rivalutazione.

La misura di copertura avrà un gettito di 253 milioni in tre anni. Lo sconto fiscale potrebbe essere usato con vantaggio da chi detiene quote societarie da lungo tempo, sia azionisti di controllo sia risparmiatori tradizionali, i cosiddetti “cassettisti”. Ma è una norma che già suscita polemiche e dubbi tra gli esperti sulla sua effettiva applicabilità in una situazione di mercato compromessa come quella dell’anno che sta per finire. “La proposta può interessare i prodotti del retail, ma in generale a patto che il beneficiario abbia investito abbastanza indietro nel tempo da avere oggi una buona plusvalenza”, commenta Massimo Arrighi, partner di Kearney ed ex amministratore delegato di Banca Fideuram, “tenuto conto che quest’anno i mercati finanziari hanno tutti perso tantissimo. L’idea in sé è buona per uno Stato che vuole fare cassa, ma il momento storico non è favorevole: nel 2022 mediamente i portafogli dei clienti hanno perdite dal 5 al 15%”.

Di contro, la norma può invece essere interessante per alcuni strumenti di risparmio “come le polizze vita, che hanno investito soprattutto nel corso degli anni passati”, continua Arrighi. La rideterminazione del valore delle partecipazioni nelle società quotate nei mercati regolamentati o nei sistemi multilaterali di negoziazione rappresenta comunque una novità rispetto al passato. Per il resto la norma, aggiunge Marcello Romano, partner Pirola Pennuto Zei & associati, “ripropone come per gli anni passati la rivalutazione dei valori di acquisto dei terreni, sia agricoli sia edificabili, e delle partecipazioni possedute alla data del 1° gennaio 2023”.

La riapertura dei termini per la rivalutazione, sottolinea ancora Romano, “permette di azzerare la tassazione delle plusvalenze emergenti in occasione della cessione dei terreni e delle partecipazioni; infatti ai fini di tale cessione si assume quale valore fiscalmente riconosciuto quello dei terreni e delle partecipazioni rivalutate.

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