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[L’analisi] L’Italia svetta per la vendita di acqua minerale. Boom anche dell’export

Secondo quanto emerge da un’indagine di Mineral Water Monitor, l’Osservatorio di Nomisma dedicato al settore delle acque minerali, il mercato delle acque minerali in Italia sembra resistere alla negativa congiuntura economica che sta caratterizzando l’Europa e che vede il potere di acquisto dei consumatori sempre più eroso dalla crescente inflazione. Non a caso, quasi 1 consumatore su 3 sceglie l’acqua minerale da acquistare per il consumo domestico in base alla presenza di offerte e promozioni. È uno degli spunti che affiora dall’analisi, che ha coinvolto 1.000 acquirenti italiani di acqua confezionata con l’obiettivo di capire il modello di consumo e i nuovi trend di mercato, tra i quali le acque funzionali.

Nel 2020 i consumi di acqua minerale in Italia hanno registrato una contrazione del 3,7% in volume rispetto al precedente anno, dinamica da ricondursi principalmente al calo delle vendite nell’Ho.re.ca., canale duramente colpito da chiusure e restrizioni e che, prima dell’emergenza Covid, rappresentava a volume il 15% dei consumi nazionali. Con il graduale ritorno alla normalità, l’allentamento delle limitazioni per il contenimento della pandemia e la ripresa dei flussi turistici, nel 2021 i consumi di acqua in bottiglia nei ristoranti e nei bar della Penisola hanno cominciato a riprendere quota e il mercato è tornato a crescere, superando nel complesso i 136 milioni di ettolitri (+4,9% rispetto al 2020).

L’espansione dei consumi non sembra arrestarsi nel 2022. Secondo i dati di NielsenIQ, le vendite di acqua minerale nel canale off-trade italiano (iper+super+lsp+discount) hanno registrato una crescita del +6,4% in valore e del +4,7% nel periodo gennaio-maggio 2022 rispetto allo stesso periodo del 2021. Tuttavia – avverte lo studio – i prossimi mesi potrebbero non essere rosei e diverse sono le incognite che incombono sul mercato a causa dell’attuale congiuntura economica.

Si pensi non solo alla crescente inflazione ma anche alle previsioni di consumo al ribasso degli italiani relativamente alla spesa per prodotti alimentari e bevande, con le riduzioni più pesanti che interesseranno i consumi fuori casa. Tale calo si paleserà soprattutto nei mesi autunnali quando finirà l’effetto trainante di vacanze e turismo per i consumi away from home. In tale scenario, non si arresta la vendita in Italia delle acque funzionali, ossia quelle acque arricchite di elementi utili all’organismo come vitamine e minerali, ma anche acido ialuronico ed estratti di erbe e frutta. Nei primi mesi del 2022 tali prodotti hanno mostrato una crescita in GDO di oltre il +20% in valore rispetto al 2022 (fonte: NielsenIQ).

«Tra i nuovi trend di consumo del comparto vi rientrano sicuramente le acque arricchite di vitamine e minerali. Sebbene rappresentino ancora una nicchia (meno dell’1% delle vendite in valore di acqua imbottigliata), le acque funzionali continuano a registrare tassi di crescita a doppia cifra» dichiara Emanuele Di Faustino, senior project manager di Nomisma. «Al momento solo il 4% degli italiani le consuma, ma la consumer base è destinata ad ampliarsi in futuro con il 13% che dichiara che vorrebbe provare le acque funzionali nei prossimi mesi. È ad aver maggiore interesse verso questa tipologia di acque sono principalmente le donne, over 40 e con capacità di spesa medio-alta» conclude Di Faustino.

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