Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

[L’analisi] Le sei urgenze che soffocano il settore della moda

L’aumento del costo dell’energia e la crisi delle materie prime stanno frenando uno dei settori che post Covid ha dimostrato di poter essere il traino dell’economia italiana: la moda. «Oggi siamo chiamati a fare squadra, tra di noi e con il nuovo Governo». Lo spiega Ercole Botto Poala, presidente di Confindustria Moda portavoce delle richieste della Federazione al futuro Governo.

«Abbiamo 6 (rpt 6) urgenze, temi determinanti per il Paese: energia, integrazione per gli stipendi, credito d’imposta, digitalizzazione e sostenibilità, formazione e internazionalizzazione». Confindustria Moda ha molte anime, le associazioni confederate da Smi ad Assopellettieri, da Anfao a Federorafi, rappresentano 60mila imprese per quasi 600 mila lavoratori ma «abbiamo chiarito cosa vogliamo e nei prossimi mesi andremo a “ingaggiare” il nuovo Governo per poi lavorare insieme».

«Le richieste che facciamo» aggiunge Botto Poale «vanno nell’ottica di concentrare la spesa su azioni in grado di garantire un ritorno economico strategico per tutta l’Italia. I nostri distretti ricoprono tutto lo stivale e, se messi nelle condizioni, saremo un motore per lo sviluppo inclusivo di tutto il Paese».

Tra le numerose attività previste dagli accordi di collaborazione sono previste: la costruzione e la condivisione di mappe di competenza e nuovi profili da formare, la realizzazione di campagne di comunicazione sulle professioni richieste dalle imprese del settore moda e l’ideazione e promozione di iniziative per l’orientamento scolastico-formativo, universitario e professionale, la definizione di un piano di azione che porti all’individuazione di strumenti e modelli di collaborazione in materia di certificazione delle competenze acquisite e nell’ambito dei percorsi di formazione.

«Da tempo, Confindustria Moda sottolinea con forza la necessità di figure professionali formate e coerenti con i reali bisogni delle aziende delle varie filiere produttive e ci auguriamo che il nuovo governo continui l’ottimo lavoro del Ministro Patrizio Bianchi e del suo staff», commenta Ercole Botto Poala, Presidente di Confindustria Moda. «TAM rappresenta quasi 100 istituti tecnici e professionali e ha l’obiettivo di creare un legame sempre più stretto tra scuole, imprese e territorio, con l’obiettivo di contrastare concretamente un fenomeno purtroppo molto radicato in Italia che è quello della disoccupazione giovanile» ricorda Roberto Peverelli, Presidente della Rete TAM. «Siamo convinti che creare un collegamento efficiente e diretto tra formazione e lavoro sia un tassello fondamentale per superare i fattori che alimentano il gap tra domanda e offerta e, in generale, per il futuro dell’occupabilità» afferma Andrea Prete, Presidente di Unioncamere.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.